Lavoro, uomo di 44 anni muore schiacciato da tubo. Cgil: «Un dramma»

Il leader Maurizio Landini: «Da inizio dell'anno le vittime sono già oltre 200, stanno aumentando anche gli infortuni e le malattie professionali»

Cgia

Un altro giorno, un’altra lacrima. Dopo l’incidente mortale di ieri vicino Varese, stamattina si registra un altro morto sul lavoro. E’ successo a Savigliano, vicino Cuneo, in un ex capannone industriale. A perdere la vita un uomo di 44 anni, che a quanto si apprende sarebbe morto per un trauma da schiacciamento riportato mentre si trovava sul tetto per alcuni lavori di riparazione. Dai primi accertamenti sarebbe stato schiacciato da un tubo che si è improvvisamente staccato. Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Duoco da Saluzzo e Savigliano, l’emergenza sanitaria, i tecnici dello Spresal e i Carabinieri di Savigliano.  

Bilancio drammatico  
In giornata il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha detto che le morti sul lavoro «sono un dramma che continua». Del resto, «da inizio dell’anno le vittime sono già oltre 200, stanno aumentando anche gli infortuni e le malattie professionali e questo è inaccettabile. Questo significa che sta prevalendo ancora una cultura che vede nella salute e nella sicurezza non un investimento ma un costo».

Come 50 anni fa
«Si continua a morire come si moriva 50 anni fa – aggiunge Landini – e mentre si fa un gran parlare di era digitale, di tecnologie, di nuovi modi di lavorare e di produrre, in realtà molto spesso i modelli organizzativi sono altri. C’è bisogno di agire, di investire maggiormente in formazione, prevenzione e sugli organi ispettivi».