Lega, Di Maio: «Hanno preso sul personale il caso Siri»

Intervenuto alla trasmissione "Agorà", il leader dei 5 Stelle ha parlato dei rapporti con Matteo Salvini e dei programmi futuri del governo

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Sembra proprio che il sereno non sia ancora tornato all’interno del governo, con gli strascichi del caso Siri che ancora pesano negli equilibri dell’esecutivo. A confermarlo è il vicepremier Luigi Di Maio che, intervenuto nella trasmissione “Agorà” su Rai 3, parla del suo rapporto con Matteo Salvini, negli ultimi tempi: «Ci sentiamo ogni settimana, questa settimana ci siamo sentiti. Non posso dire che è tutto tranquillo perché loro hanno preso sul personale la questione di Siri. Ma non è una questione personale».

Lega estremista, 5 Stelle moderati
Di Maio ha poi invitato la Lega ad abbandonare posizioni troppo estreme: «Se la si smette di fare l’ultradestra che poi scatena i centri sociali che pari sono per comportamenti allora io rientrerò nell’evitare di far notare dei comportamenti che non condivido. Ma altrimenti così si andrà avanti anche dopo il 26 maggio. Non si può pensare che questa è una strategia elettorale. Semplicemente da 4 mesi la Lega si è spostata su posizioni più estreme, più a ultradestra».
L’obiettivo del ministro del Lavoro è quello di proseguire con l’alleanza di governo per impedire il ritorno di «partiti come il Pd che l’unica legge che ha presentato in questi due mesi di segreteria Zingaretti è la legge Zanda per aumentare gli stipendi dei parlamentari a 19mila euro e di ricostituire i vitalizi che noi abbiamo abolito a luglio». Tuttavia, affinché la vita dell’esecutivo si protragga ancora a lungo, il partito di Salvini dovrebbe tornare a posizioni più moderate: «Dobbiamo andare avanti e mi auguro che su alcune posizioni si possa rientrare a una Lega che 4 mesi fa era molto più moderata. Paradossalmente siamo diventati noi come M5S la forza della ragionevolezza. Da una parte abbiamo il Pd che si allea con Cirino Pomicino, dall’altra la Lega che si sta alleando con Juncker».

Agenda di governo
Analizzando quelli che saranno i prossimi passi dell’esecutivo, il vicepremier tranquillizza sulla possibilità di un aumento del debito pubblico, sottolineando come nel contratto di governo non sia presente nessuna opzione a riguardo. Per il futuro e la prossima legge di bilancio, l’obiettivo è quello di «abbassare le tasse. La flat tax si deve fare per il ceto medio, non per i ricchi. L’Iva non deve aumentare – e – dalla Lega mi aspetto – l’ok alla – galera per i grandi evasori».

Caso voli di Stato
Il vicepremier, però, non riesce a trattenere una “stoccata” al collega di governo e così, a colloquio con i giornalisti, commenta il caso, di cui si sta occupando la Corte dei Conti del Lazio, dei voli di Stato utilizzati da Salvini: «Questa cosa la vedrà la Corte dei Conti: dico solo con molta simpatia che in questi mesi molti gruppi locali del MoVimento mi chiamavano e mi dicevano: “Qui è venuto Salvini, perché tu non ci sei?”. Io mi chiedevo se fosse solo un problema legato alla presenza a Roma e forse stavo troppo nel ministero. Adesso ho capito perché lui riusciva a fare più piazze di me. Io utilizzando solo i voli normali di linea ho qualche difficoltà in più».

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