Lega, Salvini dopo l’Abruzzo: «Avanti con M5S: Di Maio è un amico»

Il vicepremier: «Ho preso un impegno con loro, potrei stare anche al 95 per cento nei sondaggi e non si cambia»

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Boom Lega. Matteo Salvini ha commentato così il successo alle elezioni regionali in Abruzzo. «Sono felice perché la concretezza paga: in alcuni comuni le percentuali sono state commoventi». Già, la Lega ha stravinto, risultando il primo partito in assoluto, mentre i numeri del M5S sono andati giù in picchiata perché passati dal 40 per cento al 20 per cento in meno di un anno. Il leader della Lega ha comunque teso la mano a Luigi Di Maio e al M5S, alleati al governo: «Non vogliamo rimpasti e non chiediamo ministri. L’agenda non cambia, ci sono molte leggi da approvare come la legittima difesa o la riforma fiscale. E’ chiara la tabella marcia dei prossimi quattro anni. Il M5S non ha nulla da temere. Ho preso un impegno con loro, potrei stare anche al 95 per cento nei sondaggi e non si cambia. Adesso mi aspetta una settimana intensa. Spero di incontrare già oggi Conte e Di Maio, persona seria e anche amico al di là della politica». 

Su Sanremo
Salvini è tornato sull’argomento Sanremo, sul sorpasso di Alessandro Mahmoud (in arte Mahmood) su Ultimo: come è noto, il voto dei giornalisti e le scelte della giuria d’onore hanno ribaltato la classifica e le preferenze dei telespettatori. «Alessandro è mio connazionale e un mio concittadino – spiega Salvini – E’ solo che non mi piaceva la canzone. Ha pesato il giudizio di qualche radical chic e non mi riferisco ai giornalisti. Beppe Severgnini, Ferzan Ozpetek e Joe Bastianich… potevano mettere anche mio cugino, ha la stessa attendibilità. Si tratta di persone che potevano fare i giudici al Leone d’Oro o MasterChef: mi ha stupido che il gusto degli italiani sia stato scavalcato da quello di un salotto radical chic. Faccio gli auguri ad Alessandro. E doppi auguri a Ultimo. Forse gli ho portato male. Non esprimerò più giudizi nei concorsi di qualsiasi genere perché se dico tizio, tizio viene sistematicamente segato. Il PD ha colonizzato e occupato anche l’ultimo posacenere della tv pubblica, in Rai sono rimasti ai tempi di Renzi. Ma gli italiani ragionano con la loro testa e non si fanno influenzare». 

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