Lega, Salvini: «Prima si vota, meglio è. Su Conte troppe ombre…»

Il leader del Carroccio: «Il presidente del Consiglio dovrebbe sentire l'esigenza lui di correre in Parlamento per smentire il Financial Times»

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«Se gli italiani premiano la Lega come primo partito ne sono contento, ma si vince tutti insieme nel centrodestra». L’ha detto Matteo Salvini, leader del Carroccio, commentando la vittoria in Umbria sulle frequenze di Rtl 102.5. «Il Paese oggi è bloccato. Fosse per i 5Stelle non si farebbero strade, autostrade e porti, perché loro sono per la decrescita fiscale», è la frecciatina lanciata al governo giallorosso. Nel mirino anche il partito di Nicola Zingaretti: «Il mio “mai col Pd” rimane “mai col Pd”. Con Pd e M5S non avremmo nulla da dividere in futuro». 

Contro Giuseppe Conte
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Non faccio il giudice, lascio che siano i giudici a fare il loro mestiere ma il presidente del Consiglio dovrebbe sentire l’esigenza lui di correre in Parlamento per smentire il Financial Times. Sono ormai tante le ombre su Conte, dal Russiagate ai concorsi universitari alle parcelle, ai rapporti col Vaticano. Non si può andare avanti così», ha detto il numero uno della Lega puntando il dito contro Giuseppe Conte. Il Financial Time ha pubblicato un articolo su fondo di investimento sostenuto dal Vaticano al centro di un’indagine sulla corruzione finanziaria legato all’attività professionale di Conte prima che diventasse presidente del Consiglio.

Missione voto
Salvini vuole tornare alle urne il prima possibile: «Renzi dice che non vuole alleanza con Pd e M5S, ma l’ha fatta nascere lui, Zingaretti e Conte dicono una cosa il lunedì, un’altra il martedì. Si stanno inventando tasse su tutto. Temo che gli italiani non abbiano la pazienza di ascoltare le beghe di Di Maio e Zingaretti. Prima si vota, meglio è». 

Su Roma
In chiusura il leader della Lega prende di mira la gestione di Roma e la sindaca del M5S: «Virginia Raggi? Prima va a casa, meglio è per tutti. Qualche idea per fare meglio di lei a Roma ce l’ho, ma non fatemi fare il nome».