Lega, Salvini sfida l’Europa: «Saluto e vado via se non tagliamo tasse»

Il numero uno del Carroccio: «All'Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. E quindi, il mio dovere è farla»

lega

Un messaggio forte e chiaro. Che parte da Matteo Salvini, leader della Lega, e arriva al cuore dell’Europa, agli alleati del M5S e soprattutto sui tavoli del premier Giuseppe Conte e di Giovanni Tria, il ministro dell’Economia. «Abbassiamo le tasse per 10 miliardi altrimenti sono anche disposto a lasciare», ha detto il numero uno del Carroccio durante un colloquio con il Corriere della Sera. Insomma, continua la linea dura di Salvini: «All’Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. E quindi, il mio dovere è farla. Se non me la dovessero far fare, io saluto e me ne vado».

Per rianimare l’economia
«
Il problema è che non esiste un taglio delle tasse serio che possa richiedere meno di dieci miliardi. Ma poi, i liberali non vogliono il taglio delle tasse? Con il taglio delle tasse si rianima l’economia e i soldi ritornano. Ma poi, ha visto i dati Istat? Io ringrazio Blangiardo, il presidente dell’Istat, che rende chiaro quello che noi diciamo da un pezzo: la recessione è quella demografica, il blocco delle nascite è un dramma. Taglieremo le tasse a lavoratori e famiglie a prescindere dal parere di qualche burocrate. Il futuro, dei nostri figli e dell’Italia, viene prima dei vincoli decisi chissà dove».

Conti pubblici e trattativa con Bruxelles
«Per il 2019, se è vero come è vero che lo Stato spende di meno ed incassa di più, possiamo utilizzare quella cifra per abbattere il debito, e va bene…». Ma «basta gabbie sugli anni futuri, basta con lo strozzare la crescita possibile».

Frecciatina a Di Battista
«Il fatto che io oggi sia qui, al lavoro, è la migliore risposta ai chiacchieroni come Di Battista», che aveva accusato il numero uno della Lega di voler far cadere il governo. «Lui va a spasso e noi siamo sul pezzo – dice ancora Salvini – Adesso stiamo organizzando per luglio gli Stati generali dell’economia a cui inviteremo tutti: imprese, sindacati, associazioni. Noi questo facciamo: lavoriamo. Altri… Vabbè».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here