Legge di Bilancio, Brunetta: «Non sarà a vantaggio degli italiani»

forza italia
Renato Brunetta (foto da Facebook)

La prossima legge di bilancio non sarà certo a vantaggio degli italiani. Ne è convinto Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, che ricorda come l’Ufficio parlamentare di bilancio abbia corretto al ribasso le stime del Pil italiano: «Quella per il 2019 – scrive in una nota – è passata dal +0,2 per cento a +0,1 per cento, in linea con le stime della Commissione Europea. Quella per il 2020 dal +0,6 per cento al +0,4 per cento, a causa degli effetti negativi sui consumi che si genereranno dall’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia. L’UPB conferma, quindi, la crescita zero anche per il prossimo anno e la recessività della prossima Legge di Bilancio, dimostrando l’esatto contrario di quanto i membri del Governo sostengono, ovvero che questa andrà a vantaggio degli italiani grazie ad un maxi taglio delle tasse».

Critiche a reddito e quota 100
Secondo Brunetta a essere ridotta sarà la spesa pubblica. Inoltre, il deputato attacca i due provvedimenti bandiera del governo, reddito di cittadinanza e quota 100, che non avrebbero prodotto i risultati sperati: «L’unica cosa che sarà tagliata dal Governo, invece, sarà la spesa pubblica. Sicuramente quella per il welfare, ovvero per le misure bandiera di Lega e Movimento Cinque Stelle, reddito di cittadinanza e quota 100, che non sembrano aver avuto quella domanda attesa da parte dei cittadini, a riprova del fatto che non solo non hanno prodotto un solo euro di crescita, ma non rappresentavano neppure la priorità per gli italiani!», conclude.

I dati dell’Upb
Infatti, dai dati diffusi dall’Ufficio parlamentare di bilancio, durante le audizioni nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, per il 2019 la spesa per quota 100 ammonterebbe a 2,4 miliardi, 1 in meno rispetto a quanto preventivato. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, invece, si calcola una spesa di 4,4 miliardi con un risparmio di 1,2 miliardi, per un totale sulle due misure di 2,2 miliardi. Le stime arrivano fino al 2020 ma solo per l’intervento sulle pensioni: il costo della misura sarebbe di 4,9 miliardi, con un risparmio rispetto alla quota stanziata di 2,4 miliardi.

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