Un flash mob per difendere la libertà di stampa. È questa l’iniziativa organizzata questa mattina dall’Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e altre associazioni a Roma, in piazza Santi Apostoli, e in tutte le regioni italiane, per rispondere agli attacchi e alle offese rivolti nei giorni scorsi alla categoria dal vicepremier, Luigi Di Maio, e da Alessandro Di Battista del MoVimento 5 Stelle. Essere presenti oggi, spiega a Momento Italia il segretario dell’Fnsi, Raffaele Lorusso, «significa richiamare l’attenzione dei cittadini, come hanno fatto il Presidente della Repubblica e della Camera, sull’importanza che ha, in democrazia, l’avere cittadini informati e sull’importanza di un’informazione corretta che deve sempre prevalere sulla propaganda».

Il commento agli attacchi del M5S
Il segretario Lorusso, riguardo agli attacchi dei 5 Stelle ai giornalisti, spiega: «Gli attacchi alla stampa sono figli di un disegno che vuole rimuovere dal contesto democratico qualsiasi forma di dissenso per far sì che si affermi un pensiero unico basato sulla disinformazione e sulla propaganda. È il disegno di tutti i populisti e non ci meraviglia che i populisti italiani cerchino di fare la stessa cosa. Sta a noi respingere questi attacchi».

Sull’iniziativa che ha coinvolto giornalisti e comuni cittadini in tutta Italia il presidente dell’Fnsi, Giuseppe Giulietti, afferma: «Si tratta di un’iniziativa senza precedenti, perché per la prima volta 20 piazze italiane si riuniscono per difendere la libertà d’informazione e lo fanno non tra giornalisti, che sarebbe una manifestazione di corporazione, ma con decine di associazioni che hanno nel cuore la Costituzione, perché quell’aggressione è un’aggressione a un principio costituzionale».

Di Maio lasci l’Odg
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ricorda come la manifestazione non sia un’iniziativa contro i 5 Stelle: «Vogliamo parlare soprattutto a quelli che hanno creduto in un cambiamento e invece si ritrovano qualcuno che attacca a testa bassa chi cerca di far luce su tutto ciò che accade nel Paese». C’è bisogno, spiega a Momento Italia, di dare «un segnale composto e determinato rispetto a un clima di volgarità e di odio che respingiamo anche e soprattutto difendendo il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati». Il presidente ricorda come il ministro del Lavoro e vicepremier, Di Maio, abbia giurato fedeltà alla Costituzione e non crede che il ruolo di ministro sia compatibile con certe affermazioni come quelle pronunciate nei giorni scorsi nei confronti della categoria. Riguardo alla presenza nell’albo dei giornalisti dello stesso Di Maio, il presidente Verna aggiunge: «Abbiamo invitato il pubblicista Di Maio a trarre le conseguenze di quel che pensa della sua compagnia all’interno dell’Ordine» ricordando di aver invitato il ministro a restituire la tessera se è così in contrasto con la categoria: «È l’invito che, sin dal primo momento che ho ascoltato quelle frasi, gli ho rivolto».

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