Libia, quanto la crisi dello Stato africano preoccupa gli italiani?

Il premier Conte ha incontrato il generale Haftar a cui ha espresso la preoccupazione dell'Italia. E un sondaggio dell'Istituto Swg riporta l'apprensione dei cittadini sulle possibili conseguenze del conflitto

Libia

Il premier, Giuseppe Conte ha incontrato a Roma il generale Khalifa Haftar per parlare della situazione in Libia a un mese e mezzo dall’inizio dell’offensiva lanciata lo scorso 4 aprile dal capo del governo di Tobruk contro Tripoli. Durante l’incontro Conte ha espresso al generale le sue preoccupazioni in merito a quanto sta avvenendo nello Stato africano: «Ho chiesto un aggiornamento e ho espresso la preoccupazione dell’Italia per una situazione molto critica – ha dichiarato ai giornalisti – Invochiamo il cessate il fuoco e confidiamo si possa percorrere la strada di una soluzione politica».
Quello tra Conte e il generale Haftar è un colloquio che segue il precedente incontro, lo scorso 7 maggio, fra il premier e il capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al-Serraj, in Europa per una serie di incontri politici. Anche in quell’occasione Conte aveva sottolineato l’importanza di una soluzione politica della crisi libica ricordando la necessità di «evitare ulteriori spirali di violenza».
Il conflitto libico genera preoccupazione anche tra gli italiani come risulta da un’indagine dell’Istituto Swg. A preoccupare la popolazione, soprattutto, è il possibile aumento del costo di materie prime come petrolio e gas, del crescere dei flussi migratori e di un possibile aumento del terrorismo in Italia.

Aumento delle materie prime
Per quanto riguarda il primo quesito posto agli intervistati, sulla possibilità che il conflitto in Libia porti a un aumento dei costi a livello internazionale di petrolio o gas, il 68 per cento si è detto sicuro (14 per cento) o probabilista (54 per cento), contro il 15 per cento che considera questo scenario poco (12 per cento) o per nulla (3 per cento) probabile.

Libia
(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Flussi migratori
Agli italiani, inoltre, è stato chiesto se si considerano preoccupati dal fatto che la crisi libica possa portare a un elevato flusso di immigrati nel nostro Paese. Anche in questo caso il 64 per cento ha risposto di essere molto (24 per cento) o abbastanza (40 per cento) preoccupato, contro il 27 per cento che lo è poco (19 per cento) o per niente (8 per cento). L’apprensione, dunque, è ancora ad alti livelli, anche se rispetto a una precedente rilevazione la percentuale si è abbassata di quasi 10 punti (era al 75 per cento).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Pericolo terrorismo
Infine, sulla possibilità che la situazione in Libia possa portare a un aumento del terrorismo in Italia, il 58 per cento degli intervistati ha risposto di essere molto (23 per cento) o abbastanza (35 per cento) preoccupato, mentre il 32 per cento lo è poco (22 per cento) o per nulla (10 per cento).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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