Libri, chi ci influenza di più nella scelta di un titolo?

Resistono le librerie e i consigli di parenti e amici. E i più giovani seguono il parere di insegnanti e del web

libri

Natale, tempo di regali. E sotto l’albero, insieme a giocattoli per i più piccoli, cibo e altri regali, non può mancare anche un buon libro. Quest’ultimo, infatti, è senz’altro uno dei doni più diffusi. Che sia un romanzo, un giallo o un fumetto, ognuno di noi per le feste dona o riceve almeno un titolo. Come viene effettuata la scelta? A rispondere a questa domanda è stato l’Osservatorio dell’Aie (Associazione italiana editori) che, in occasione dell’ultima manifestazione “Più libri più liberi”, ha presentato un’indagine sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale. Secondo il rapporto, la libreria resta al primo posto come canale d’acquisto (all’81 percento), mentre, quando si acquista online, la scelta di un lettore su due (il 51 percento) è influenzata dalle informazioni e dai suggerimenti che trova nel web.

Reale contro virtuale
Per quanto riguarda le librerie fisiche, 6 italiani su 10 (il 59 percento) hanno acquistato i libri letti nell’ultimo anno presso librerie di catena, 2 persone su 10 (il 23 percento) in librerie indipendenti, il 18 percento presso esercizi nei centri commerciali. Inoltre, nella scelta di un titolo, la libreria si conferma il punto di partenza per più di 7 milioni di italiani (il 67 percento dei lettori) che, dopo aver cercato informazioni in negozio, sceglie di acquistare online.

I consigli più seguiti
Inoltre, il 27 percento dichiara di fare la sua scelta dietro suggerimento di parenti e amici, mentre recensioni, interviste all’autore o altre forme di promozione, incidono solo per il 5 percento e il consiglio del libraio è importante per il 10 percento degli intervistati. I più giovani, inizialmente seguono i consigli dati dagli insegnanti a scuola (lo fa il 47 percento, circa un ragazzo su due tra i 15 e i 17 anni), ma col tempo preferiscono farsi consigliare cercando informazioni sui social e nei blog dedicati. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni, infatti, il peso del consiglio degli insegnanti è del 17 percento, mentre social e community online valgono ciascuna il 12 percento. E per queste ultime due categorie, la percentuale cresce al 15 percento nella fascia tra i 25 e i 34 anni.

I super lettori seguono i social
Social network e blog sono soprattutto i preferiti di chi legge molto, almeno 12 libri l’anno, che sceglie questi due canali per informarsi, rispettivamente il 14 e 17 percento. E il loro utilizzo non si ferma alla ricerca del titolo, ma aiuta anche nella scelta dei contenuti: da quelli educativi (37 percento) a quelli professionali (il 30 percento sulle community web e il 27 percento sui social) fino alla ricerca di utilità pratiche (il 45 percento sui social e il 31 percento sulle community).

L’opinione degli addetti ai lavori
«È interessante – spiega Diego Guida, presidente dei Piccoli editori Aie – capire quali siano oggi i canali di diffusione dei libri più accattivanti, affiancati a quelli tradizionali. Una maggior comprensione ci permette di trovare nuove strade per diffondere al meglio la cultura del libro e della lettura che rappresentano il nostro caposaldo».
Infine, i numeri del rapporto, aggiunge Giovanni Peresson, dell’Ufficio studi di Aie, mettono in evidenza due aspetti: «Il primo, sono le tante strade attraverso cui si arriva a sapere di un libro o di un nuovo autore. E che tutti noi lettori percorriamo consapevolmente o meno, a volte suscitandoci un ricordo quando ci muoviamo tra i banchi di una libreria o di una fiera del libro. L’altro è come, all’interno di questi percorsi, alcuni viottoli meno battuti cominciano a pesare più di altri canali consueti e ad avere un loro ruolo».

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