Fronte anti Conte nel M5S: “Ci condanna a fare la stampella del Pd”

C’è un fronte anti Conte nel Movimento Cinque Stelle che si allarga sempre di più. Secondo quanto cita La Stampa nell’edizione odierna, l’unica preoccupazione attuale di Luigi Di Maio dopo le dimissioni da capo politico del Movimento sarebbe quella di assicurarsi la propria eredità interna “di tessere le fila per azzoppare aspiranti leader e tenere lontano il partito da Giuseppe Conte e dal centrosinistra”.

Asse Crimi- Di Maio

E su questo scenario, secondo quanto racconta La Stampa Vito Crimi, nuovo reggente M5S è “allineato”. Da Crimi sarebbero arrivate già ampie rassicurazioni durante un vertice riservato tra i due e la conferma di Alfonso Bonafede come capo delegazione al governo ne sarebbe la certificazione.

Di Maio rinsalda la linea politica impostata prima dell’addio: anche se questo potrebbe non bastare perché dai gruppi parlamentari è iniziato il pressing per correre in coalizione con il centrosinistra alle prossime Regionali di maggio, soprattutto in Campania, in Liguria e in Puglia.

Conte guarda al centrosinistra

Per questo Di Maio vorrebbe spostare più in là gli Stati generali, attualmente previsti il 13 marzo, posticipandoli magari al 4-5 aprile, primo weekend utile dopo il referendum sul taglio dei parlamentari, per togliere giorni preziosi alla fronda interna “vicina a Conte”, che guarda favorevolmente ad un avvicinamento al centrosinistra. Mentre dalla parte di Di Maio, in molti dicono che con il suo indirizzo e le sue parole Conte condannerà il Movimento Cinque Stelle ad essere “stampella del Pd”. Una lotta interna che sembra solo all’inizio e, ancora, in fase embrionale, ma che cova nelle stanze della politica grillina.