M5S, cosa ha fatto il governo gialloverde finora?

Il vicepremier Di Maio, in conferenza alla Camera, presenta tutti i principali provvedimenti realizzati e lancia la campagna "Se lo diciamo lo facciamo"

M5S

Comunicare a tutti i cittadini italiani quanto fatto dal MoVimento in questi primi mesi di governo. È soprattutto con questo obiettivo che nasce l’iniziativa “Se lo diciamo lo facciamo” presentata durante una conferenza alla Camera dal vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.
Di Maio spiega che ci sarà una campagna in tutta Italia con banchetti e gazebo dove gli attivisti del MoVimento presenteranno quanto fatto in questi mesi e daranno informazioni su misure come il reddito di cittadinanza: «In questo Paese – spiega – la priorità non è l’immigrazione ma i milioni di persone che aspettano il reddito e la pensione di cittadinanza e quota 100, che aspettano le misure che abbiamo fatto per le imprese e il taglio dei privilegi».  Il vicepremier, poi, parla degli ultimi dati Istat sulle stime del Pil per il IV trimestre del 2018 (al – 0,2 per cento): «I dati Istat di oggi dimostrano un dato fondamentale e cioè che chi stava al governo prima ci ha mentito, non ci ha portato mai fuori dalla crisi». E, sempre in riferimento alle valutazioni dell’istituto statistico, aggiunge: «I dati di oggi ci dicono che siamo ai minimi sulla disoccupazione dai tempi precrisi. Le balle sul dl Dignità erano balle, non abbiamo perso posti di lavoro con il decreto».

Le illustrazioni della campagna
Il vicepremier, poi, ha svelato il contenuto di otto pannelli, nascosti da un telo rosso, ognuno riportante un provvedimento varato dal governo gialloverde: da “Quota 100” al “Reddito di cittadinanza”, passando per lo “Stop pubblicità gioco d’azzardo”, “Tassa al 15 per cento per le piccole imprese”, “Risarciti i truffati delle banche”, “Daspo ai corrotti”, “Tagli ai vitalizi”, “Taglio pensioni d’oro”.
Di Maio spiega di essere meravigliato che le due misure principali del contratto di governo, il reddito e quota 100, siano state realizzate subito e ricorda che nel primo giorno in cui è stato possibile effettuare le domande per andare in pensione con il nuovo sistema, sono arrivate 5mila richieste. Inoltre, spiega che l’obiettivo del governo è quello di riformare completamente la legge Fornero e di arrivare alla cosiddetta “quota 41”, ossia la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, invece, spiega che per il futuro c’è l’intenzione di mettere a punto altre iniziative per chi non ha i requisiti per accedere al provvedimento.

La polemica con l’Ue e la Tav
Durante la spiegazione delle misure nominate sui vari pannelli, Di Maio si sofferma sui risarcimenti ai truffati delle banche e spiega che l’Unione europea ha inviato una lettera al governo «che dice non possiamo utilizzare la misura per risarcire i truffati delle banche. Sono 1,5 miliardi di risarcimento. Ci dicono non lo potete fare? Noi lo facciamo e basta».
Al termine della presentazione, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla Tav e sulla differenza di vedute sull’opera tra le due componenti del governo, il vicepremier ricorda come da sempre Lega e 5 Stelle non pensano le stesse cose riguardo la Tav e aggiunge: «ho fiducia in quello che sta facendo Toninelli che non sta ritardando sull’analisi costi benefici per un pretesto ma, come è scritto nel contratto di governo in cui parla di ridiscussione dell’opera, sta appunto facendo questo e per farlo occorre confrontarsi anche con la Francia e l’Unione europea».

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