M5S, Di Maio: «Non ci si può alleare con chi rifiuta i migranti»

In una lettera al Corriere della sera il vicepremier parla dei rapporti tra il MoVimento e la Lega, della questione migranti e della flat tax

M5S

Nessuna tensione all’interno del governo. Parola di Luigi Di Maio. Il vicepremier e ministro del Lavoro, in una lettera inviata al Corriere della sera, allontana l’ipotesi di tensioni nell’esecutivo, perlomeno da parte del suo partito e assicura che la legislatura terminerà il suo corso naturale. «È il momento – scrive – di fare un po’ di ordine, anche alla luce degli ultimi sviluppi politici e mediatici che hanno lasciato trapelare una tensione all’interno del governo». Nel testo Di Maio si rivolge a Salvini, ringraziandolo per il sostegno «offerto al cambiamento che abbiamo avviato» e ricorda i principali provvedimenti varati dal governo come il reddito e pensione di cittadinanza, lo sblocca cantieri e la firma del memorandum denominato Via della seta. «Certo, siamo diversi – ammette – Ci sono delle diversità tra il M5S e la Lega, è evidente, ma per questo c’è anche un accordo di base, una road map che culminerà al termine del naturale corso della legislatura».

Questione migranti
Tuttavia, Di Maio ammette come tra il MoVimento 5 Stelle e la Lega ci siano diversità che, molto presto, torneranno a emergere. Una di queste, spiega il vicepremier, riguarda la questione dei migranti e i rapporti con altri governi d’Europa: «Trovo ad esempio paradossale, è la mia opinione, un’alleanza europea con quei governi che rifiutano di accettare la ridistribuzione dei migranti che arrivano in Italia». Un chiaro riferimento a Paesi come l’Ungheria di Orban: «Sarebbe un controsenso lamentarsi con l’Ue perché non accetta le quote e poi stringere intese partitiche con gli stessi Paesi (penso ad Orbán) che sono causa della nostra emergenza. Paesi tra l’altro che ci ignorano e ci snobbano, violando le regole, mancando di rispetto all’Italia e agli italiani».

Flat Tax
Nella lettera al Corsera, il leader dei 5 Stelle torna a parlare delle misure su cui è al lavoro il governo. Una di queste, l’ampliamento della flat tax (finora introdotta al 15 per cento solo per le partitie iva fino a 65 mila euro), è un provvedimento molto sentito da Matteo Salvini che preme per una accelerazione alle pratiche. A questo proposito, Di Maio precisa: «Della flat tax, di cui si discute accesamente, condividiamo i termini e lo scopo. Ne parla il contratto e sarà uno dei punti che occorrerà raggiungere, associandovi, a mio parere, comunque un principio di proporzionalità per fare in modo che il beneficio stesso sia distribuito con criterio verso le famiglie e il ceto medio».

Ringraziamenti a Mattarella e Conte
Infine, la lettera si conclude con i ringraziamenti del vicepremier al Capo dello Stato, Sergio Mattarella e al presidente del consiglio, Giuseppe Conte: «Esprimo il mio riconoscimento al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per lo straordinario ruolo di mediazione ed equilibrio che sta svolgendo. E al capo dello Stato, che finora non ha mai mancato nel rappresentare il ruolo di garanzia che la Costituzione, tra le altre cose, gli attribuisce».