M5S, Di Maio: «Non ho mai rimpianto Salvini: il 2019 anno pazzo»

Il capo politico dei grillini: «Non c'è stato nessun complotto, il governo se lo sono buttati giù da soli»

M5S

E’ stato un rapporto turbolento, finito in piena estate dopo poco più di un anno passato da alleati e da figure cardine del governo gialloverde (entrambi erano vicepremier oltre che ministri). Luigi Di Maio, capo politico del M5S, è tornato a parlare del passato e in particolare di Matteo Salvini, leader della Lega: «Non ho mai rimpianto Salvini – dice a La Repubblica – ho fatto un’operazione verità. Il 2019 è stato l’anno più pazzo del mondo: due governi di diversa natura, una crisi in pieno agosto».

Nessun complotto
«Ci sono due persone a sapere come sono andate le cose e una sono io. Non c’è stato nessun complotto, il governo se lo sono buttati giù da soli», spiega ancora parlando della rottura del governo gialloverde.

Dalla Farnesina
Luigi Di Maio, nel Conte-bis, ricopre il ruolo di ministro degli Esteri. Ieri ha convocato l’ambasciatore della Turchia alla Farnesina. «Quel che sta accadendo in Siria, l’offensiva turca, la negazione dei diritti delle popolazioni locali e del popolo curdo, le morti di civili: tutto questo è inaccettabile e non possiamo voltarci dall’altra parte – ha scritto il capo politico del M5S su Facebook – Non può essere militare la soluzione alla crisi siriana. Anzi, la storia ci insegna che ogni risposta militare in passato ha sempre contribuito a destabilizzare ulteriormente la situazione sul terreno, aprendo spesso un vuoto colmato poi dall’insorgere di nuove organizzazioni terroristiche. L’Italia, lo ribadisco, condanna l’iniziativa di Ankara e per questo motivo poco fa ho dato disposizione di convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore turco. La situazione è ben complessa e lo sappiamo, ma è di fronte a queste occasioni che l’Europa stessa deve mostrarsi capace di rispondere in modo corale e con un’unica voce. E questo è il senso del messaggio che porterò lunedì al Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea. L’unità, la sovranità e l’integrità territoriale dello stato siriano è indiscutibile e può essere garantita solo attraverso il dialogo e tramite un’autentica transizione politica».