M5S, Di Maio: «Salvini minaccia di far saltare governo e contatta Berlusconi»

Il vicepremier: «Trovo grave che si prenda sempre la palla al balzo per buttare via tutto. Ma dov’è il senso di responsabilità verso i cittadini?»

Lega

Ci risiamo. La stabilità del governo traballa ancora. Luigi Di Maio, leader politico del M5S, ha scritto un post su Facebook attaccando alleati e opposizioni. In primis la Lega di Matteo Salvini che «minaccia di far cadere il governo». Oltre al fatto che «sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo».

L’Italia non è un gioco
Il vicepremier quindi continua: «Trovo grave che si prenda sempre la palla al balzo per minacciare di buttare via tutto. Ma dov’è il senso di responsabilità verso i cittadini? Dove è la voglia di cambiare davvero le cose, di continuare un percorso, di migliorare il Paese come abbiamo scritto nel contratto? L’Italia non è mica un gioco, l’Italia siamo noi e milioni di famiglie in difficoltà che vogliono un segnale. L’Italia non è un trofeo e trovo gravissimo che la Lega con così tanta superficialità ogni volta che gli gira minacci di far cadere il governo». Nel ragionamento, poi, ci finisce anche Nicola Zingaretti, il segretario del Pd.

Il motivo dell’instabilità tra M5S e Lega 
«Ma poi per cosa? Per non mettere in panchina un loro sottosegretario indagato per corruzione (che potrà poi rientrare nel governo laddove, mi auguro, si risolvesse positivamente la questione) sono pronti a far saltare tutto e a tornare con Berlusconi? Questo è il valore che danno all’Italia? Scusatemi, ma è stato proprio il MoVimento 5 Stelle a bloccare i tentativi del sottosegretario leghista Siri di introdurre alcune misure diciamo un po’ controverse – continua Di Maio nel suo post social – E anche i giornali oggi ne danno conto. Noi ce le ricordiamo: quando arrivarono sui nostri tavoli ci sembrarono strane e le bloccammo. Questo dimostra che gli anticorpi del Movimento ci sono e sono ancora forti. Senza di noi chissà cosa sarebbe accaduto. Abbiamo sempre agito rispettando un punto, un principio: la legalità! Siamo sempre stati coerenti su questo. Lo abbiamo dimostrato anche recentemente a Roma. Siamo nati sulla questione morale e gli indagati per corruzione o per aver preso mazzette e tangenti no, non possiamo accettarli. Siamo entrati per cambiare le cose, non per lasciarle così come sono. Mi auguro che la Lega lo abbia capito».

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