M5S, Di Maio sul flop alle europee: «Non ci sono teste da far saltare»

Il capo politico: «Prendiamo una bella lezione. Molta della nostra gente si è astenuta, vogliono risposte, quindi lavoreremo di più e più intensamente»

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«Voglio partire ringraziando i 4 milioni e mezzo di italiani che hanno votato M5S. E grazie anche a chi non ci ha votato. Prendiamo una bella lezione. Sono qui per fare i complimenti alla Lega e al Pd, auguro a tutti i parlamentari eletti di fare un grande lavoro in Europa». E’ iniziata così l’attesa conferenza stampa di Luigi Di Maio, il capo politico del M5S, che ha commentato il risultato negativo alle europee (17,07 per cento). Il M5S è sceso da primo partito in assoluto in Italia al terzo posto: davanti ha sia gli alleati della Lega di Salvini che il Pd di Zingaretti.

Colpa degli astenuti
«Il M5S sta correndo una maratona, non i 100 metri. Molta della nostra gente si è astenuta. C’è tanto da fare, bisogna dare le risposte, in tutta Italia si aspettano delle risposte da noi. Adesso ci sono delle promesse da mantenere e da realizzare, sia quelle fatte il 4 maggio che per le europee. Non abbiamo accantonato le nostre priorità: il salario minimo orario, il provvedimento per le famiglie e un serio abbassamento delle tasse», continua Di Maio che dà la colpa dei numeri all’astensionismo.

Niente dimissioni 
Il capo politico del M5S non ha mai pensato alle dimissioni: «Ci siamo confrontati. Stamattina ho sentito Grillo, Casaleggio, Fico e Di Battista. Si vince e si perde insieme. Nessuno ne ha fatto una questione di teste da far saltare. Ora serve uno sprint per riorganizzarci, per ascoltare i territori. Il M5S rappresenta sempre l’alternativa ai vecchi partiti e ai comportamenti politici sbagliati».       

Il rapporto con la Lega
«Spero sia finita la stagione in cui ci parlavamo a mezzo stampa. Se la Lega vuole chiedere qualcosa, lo dica ai tavoli di governo. La Lega è sempre stata trattata alla pari, fin dall’inizio, quindi adesso non cambia niente. Continueremo a lavorare con intensità sugli obiettivi inseriti nel contratto di governo», spiega Di Maio mettendo il focus sul rapporto con Salvini e il Carroccio in generale.

Segnale
«La lezione che viene dall’astensionismo non vuole sminuire i risultati. Ascolteremo le ragioni di chi non ci ha votato. Molti si aspettano delle risposte. C’è ancora tanto da fare, bisogna realizzare i punti che sono nel contratto di governo. I cittadini ci hanno dato un segnale, ci hanno chiesto di lavorare di più e più intensamente».  

Umiltà e lavoro
«Ora c’è da lavorare su provvedimenti promessi agli italiani. C’è bisogno di umiltà e lavoro, mai come in questo momento. L’umiltà va usata per ascoltare i cittadini e il M5S. Il movimento ha bisogno di tutti, della forza di tutti, si deve riorganizzare e stare più vicino ai territori. Per essere più efficaci e efficienti. E poi c’è da tutelare l’identità del M5S, non ci rinunciamo. Non taceremo mai su quel che non ci trova d’accordo. E non rinunceremo ad arginare le proposte fuori dal contratto. Faremo da argine a quello che non ci va bene: noi siamo leali al contratto di governo e lo porteremo avanti».