M5S, “L’esecuzione” di Iacoboni mette a nudo i Cinque Stelle

Intervista al giornalista de La Stampa sul suo ultimo libro nel quale viene analizzata l'ascesa al potere del Movimento

Il suo nome è stato tra i primi a finire nella lista nera della Casaleggio Associati. Oggetto di un esposto all’Ordine dei giornalisti firmato da Roberta Lombardi, respinto alla convention di Ivrea nel 2018, autore di un libro al vetriolo come “L’Esperimento. Inchiesta sul Movimento cinque stelle”, da fine marzo il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni è tornato in libreria con “L’esecuzione. Cinque stelle da movimento a governo”.

Se L’esecuzione fosse un delitto, i rapporti con Davide Casaleggio sarebbero il movente. Perché ci si dovrebbe aspettare da lei un resoconto oggettivo sul Movimento cinque stelle?
«L’Esperimento è uscito a inizio 2018 e quanto accaduto da allora non è molto diverso da quanto ho scritto. Sono state provate le relazioni con la destra internazionale e le relazioni con la Lega prima del 4 marzo. Nel primo libro poi ci sono 40 pagine di note e il secondo non sarà da meno. Non c’è nulla che possa essere smontato fattualmente. Non ho ricevuto nemmeno una querela e in sette ristampe non ho dovuto correggere nulla».

Nel suo libro cita una lettera di Arron Banks, presidente e fondatore del comitato a sostegno di Brexit Leave.Eu, in cui lui si dice impegnato a «riprodurre il sito web» dei Cinque stelle. Chi è interessato al consenso 4.0?
«
Altrove Banks precisa di essersi confrontato sull’intelligenza artificiale “in grande dettaglio”. Come se avesse clonato il sito del movimento. Gianroberto Casaleggio intuì la correlazione tra dati e potere, eppure Rousseau è una piattaforma piuttosto carente, più volte hackerata e criticata dagli informatici. Parallelamente però è oggetto di una grande strategia di marketing. La forza di Rousseau è legata al successo del primo partito italiano, utilizzato come asset d’impresa. Rousseau di per sé non sarebbe nulla, ma il legame con l’M5s lo rende un unicum. In pratica il trionfo elettorale serve per pubblicizzare un prodotto scadente».

M5SL’utilizzo dei dati raccolti da social network e motori di ricerca a scopi elettorali viene sempre accostato alla galassia dell’ultradestra. La sinistra non ricorre a questi strumenti di acquisizione del consenso?
«I social network sono stati architettati per ingegnerizzare la propaganda negativa. I temi più popolari in questi anni sono due grossi no, quello ai migranti e quello all’Europa. Chi è a favore di qualcosa trova più difficoltà a utilizzarli. I social sono pensati per assecondare l’opinione pubblica, meno per contrastarla».

Lei definisce il rapporto tra gli alleati di governo «una lotta per la supremazia, perché i due partiti si contendono e rosicchiano lo stesso campo elettorale». Questo significa che la linea dei dissidenti è destinata all’estinzione?
«La forza di questa corrente è largamente esagerata. Oggi il movimento è un corpo governista che vuole stare al potere. E non lo mollerà, ad esempio, per tre senatori che hanno votato in modo contrario sul processo a Salvini. Inoltre credo che molte delle loro liti siano calcate dai media. Non dimentichiamo che il consigliere del governo del dossier cinese è Michele Geraci, un uomo in quota Lega che scrive sul blog di Grillo. Come Marcello Foa, Geraci è uno dei trait d’union tra Lega e M5s. L’intesa andrà avanti finché la realtà non gli presenterà il conto. E a quel punto sarà Salvini che cercherà di strappare».

Ne L’esperimento definisce Grillo il «paziente zero» di Casaleggio. Ora lo vediamo lontano dal Movimento. Non serve più alla causa?
«Da una serie di spie e di elementi credo che Grillo sia piuttosto deluso, anche se non avrà mai la forza di dirlo apertamente. Da narcisista vede il Movimento cinque stelle come una sua creatura, qualcosa che in ogni caso lo consegnerà alla storia. Oggi il Movimento è uno strumento per trasportare delle persone al potere. Qualcuno lo ha paragonato a un autobus che trasporta i voti da sinistra verso destra».