M5S, nei guai anche la società della famiglia Di Battista

Secondo il Giornale, l'azienda del padre dell'esponente grillino avrebbe debiti verso i fornitori, i dipendenti e lo Stato per decine di migliaia di euro

M5S

Dopo i casi che hanno visto coinvolti i genitori di Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Luigi Di Maio, un altro padre mette in difficoltà il figlio politico. Stavolta, come rivela un’inchiesta de Il Giornale, è toccato ad Alessandro Di Battista. Il padre dell’esponente del MoVimento 5 Stelle, Vittorio, avrebbe una serie di problemi con la sua società, la Di.Bi Tec srl.

L’accusa
L’azienda è stata costituita nel 2001 e si occupa di realizzare oggetti in ceramica e apparecchi igienico-sanitari. Come riportato dal quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, mancherebbe all’appello il bilancio 2017 della società. Inoltre l’azienda, come risulta dal bilancio 2016, avrebbe oltre 150mila euro di debiti verso le banche, 135mila euro verso i fornitori e oltre 50mila euro verso i dipendenti. E nel 2015 i debiti erano pari a 38mila euro. Inoltre, l’impresa avrebbe debiti anche verso lo Stato, con il fisco che dovrebbe riscuotere un credito di 60mila euro. A questi, vanno poi aggiunti gli oltre 7mila euro di debiti nei confronti dell’Inps.

L’attacco di Renzi
Non si fa attendere il commento di Matteo Renzi, che sui social ricorda gli attacchi ricevuti dal padre Tiziano, da parte di Di Battista. Inoltre, l’esponente del Partito democratico, in un post su Twitter, lancia una stoccata alla Rai che avrebbe omesso di approfondire la vicenda: «Fico con la colf in nero in casa. Di Maio prestanome per l’azienda nei guai con Equitalia. E poteva mancare Di Battista? Ovviamente no. Ma è scattato l’ordine di non parlarne. Una Rai incredibile».

La risposta di Di Battista
Poco dopo, su Facebook, ecco la risposta di Di Battista (l’esponente grillino si trova attualmente in Sud America) che dopo aver risposto a Matteo Renzi, ricordandogli di averlo battuto nella campagna sul referendum costituzionale, replica al Giornale e al suo direttore, Alessandro Sallusti: «Eccolo qua, puntualissimo, è arrivato l’attacco del Giornale di Sallusti/Berlusconi alla mia famiglia. […] Oggi, udite udite, tramite una visura camerale – una roba pubblica insomma – scopre che la piccola azienda di famiglia (3 dipendenti tra cui mia sorella) ha difficoltà. Chapeau! A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali ad altrettante Pmi per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane. E gli consiglio di sbattere in prima pagina tutto ciò che scopriranno».
Inoltre, aggiunge Di Battista, riferendosi agli attacchi ricevuti: «Pensate di indebolirmi ma ottenete il contrario. Oggi, grazie a voi, ogni piccolo imprenditore italiano sa che un ex-parlamentare, quando era in Parlamento, non si è occupato dell’azienda di famiglia».

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