M5S, Raggi: «Avanti a testa alta su Roma». L’opposizione: «Dimettiti»

La sindaca torna in Aula per la prima seduta (poi sospesa) dopo l'arresto di Marcello De Vito. Lei tira dritto, mentre monta la protesta tra grida e cartelli

M5S

Virginia Raggi, la sindaca di Roma del M5S, ha tenuto nella giornata di oggi un discorso in Aula Giulio Cesere. Si tratta della prima seduta dopo l’arresto di Marcello De Vito: la seduta poi è stata sospesa. «Se oggi siamo in Aula è perché abbiamo il coraggio di fare queste scelte e andare avanti – dice la Raggi – Noi insieme ai  dipendenti e ai dirigenti onesti dell’amministrazione abbiamo rimesso in moto la macchina amministrativa, abbiamo rimesso in ordine i conti, sbloccato le assunzioni. Vorrei che fosse chiaro: ogni volta che il vecchio sistema proverà a infiltrarsi e a darci una spallata, noi resteremo qui. Vogliamo andare avanti e lo faremo come sempre a testa alta».

Sulla giustizia
«I giudici stanno svolgendo un grande lavoro di indagine per impedire che l’azione di questa amministrazione venga inquinata da comportamenti illeciti e poco trasparenti, è il nostro stesso obiettivo – continua la Raggi – Il vecchio sistema sapevo che avrebbe provato ad infiltrarsi per riproporre i metodi del passato, quelli contro i quali sto lottando ogni giorno. Ma noi abbiamo gli anticorpi per resistere a questi attacchi, lo abbiamo dimostrato. Il M5S ha immediatamente espulso De Vito. Quanto emerge dalle indagini non è in linea con i nostri principi. Non si tratta di dare di dare giudizi sommari ma un giudizio politico su fatti su cui è compito della magistratura fare chiarezza».

Proteste
Non sono mancati momenti di tensione e di protesta da parte delle opposizioni, tra grida e cartelli esposti nel cuore del Campidoglio. I consiglieri capitolini del Pd hanno esposto dei cartelli con scritte che spaziavano da «Tre anni di decrescita economica, Raggi dimettiti» a «AAA cercasi sindaco vero», mentre sotto la postazione dell’ex presidente dell’assemblea Marcello De Vito i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno sventolato cartelli con scritto «Raggirati».