Mafia, arresti a tappeto in Sicilia. Salvini esulta: «Che bella giornata»

Spicca il nome di Settimino Mineo, 80 anni, ritenuto l’erede diretto di Totò Riina. Soddisfatto anche Di Maio: «Per questa gentaglia in Italia non c'è più spazio»

mafia

Terremoto in Sicilia. Stamattina è andata in scena una maxioperazione – coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e messa in atto dai Carabinieri – che ha portato all’arresto di 46 persone. Tra di loro spicca il nome di Settimino Mineo, 80 anni, ritenuto dalla procura antimafia di Palermo l’erede del boss dei boss, l’erede diretto di Totò Riina, morto poco più di un anno fa a seguito di una lunga malattia. Gli investigatori sono riusciti, nel corso delle indagini, a «cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di Cosa nostra», ma anche a «documentare l’avvenuta ricostituzione della nuova Commissione provinciale di Palermo». Mineo, ufficialmente gioielliere, era noto alle forze dell’ordine per un lungo curriculum mafioso. Tra l’altro fu condannato a 5 anni durante il maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone.  

Le reazioni del governo
Così Matteo Salvini, leader della Lega, commenta il colpo inferto alla mafia: «In queste ore, in tutta Italia, enorme lavoro delle Forze dell’Ordine contro delinquenti e spacciatori di morte – scrive su Facebook – Con uno straordinario intervento in provincia di Palermo, i Carabinieri hanno smantellato la nuova “cupola” di Cosa nostra, arrestando 49 mafiosi, colpevoli di estorsioni, incendi e aggressioni. Non solo, anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla Polizia, che poi ha ammanettato 8 spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano. Le nostre Forze dell’Ordine sono tra le migliori al mondo, e queste operazioni non fanno altro che confermarlo. GRAZIE, la giornata comincia bene!». Gli fa eco Luigi Di Maio, capo politico del M5S: «46 arresti e uno in particolare, quello di Settimo Mineo, rappresentano uno dei più duri colpi inflitti dallo Stato alla mafia – si legge su un post Facebook – Mineo era stato infatti eletto ‘erede’ di Totò Riina dopo la sua morte. Per questa gentaglia in Italia non c’è più spazio. Grazie ai Carabinieri e al pool di magistrati che hanno portato a termine questa grande operazione!».

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