Mafia, Salvini dalla Sicilia: «Adesso si vede che lo Stato c’è»

Il ministro dell'Interno e leader della Lega è intervenuto dall'aula bunker di Palermo per l'anniversario della strage di Capaci

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«La mafia è sotto casa e bisogna denunciare. Bisogna avere il coraggio perché le forze dell’ordine sono al fianco dei cittadini. Bisogna denunciare l’usura e l’estorsione senza avere paura. Perché chi ha paura è complice. Da Nord a Sud. I mafiosi sono dappertutto e bisogna beccarli dappertutto. E noi siamo pronti. Prima c’era più paura, adesso si vede che lo Stato c’è, che non ti lascia solo. Ci sono delle forze dell’ordine incredibili». Parola di Matteo Salvini, ministro dell’Interno e leader della Lega, intervenuto nell’aula bunker di Palermo per l’anniversario della strage di Capaci, attentato che colpì il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Laura Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Modello Italia
«Dico a tutti di andare a testa alta, di non aver paura di niente e di nessuno. Non c’è più la lupara o la coppola, ma gli appalti e le scomesse via internet. Noi però siamo più avanti. C’è la mafia nigeriana da combattere che è spietata nel nostro Paese, controlla lo spaccio ma non solo. Sono orgoglioso perché le forze dell’ordine italiane vengono chiamate in Europa per raccontare quello che stiamo facendo. Ogni tanto ci piangiamo addosso e ci facciamo più brutti di quello che siamo, ma all’estero amano Italia. Questa giornata deve essere non solo di memoria ma di visione verso il futuro. Siamo un grande Paese, dovremmo credere di più in noi stessi».

La strage di Capaci 
«Penso che quel sacrificio sia valso il risvegliato del popolo italiano perché dal giorno dopo nulla è stato come prima. I ragazzi che vedo qua sono il segno che vinceremo, che l’Italia vincerà contro camorra, mafia e ‘ndrangheta. Onore doppio a chi si è sacrificato in quegli anni. Quella bomba ha portato dolore ma anche speranza».

Numeri
«Ringrazio il sistema sicurezza: magistratura, forze dell’ordine, inquirenti. Ieri il governo ha approvato l’assunzione di 1.851 donne e uomini della Polizia di Stato, chiaramente la mafia la combattono donne e uomini. Ci sono, a stamattina, 15.703 beni sottratti alle mafie, restituiti alle comunità, associazioni e sindaci. Sequestro dopo sequestro stiamo portando via alla mafia anche l’ultimo negozio comprato con i soldi della prostituzione, della droga, delle scommesse». 

Senza confini
«La nuova sede dell’Agenzia dei beni confiscati l’ho inaugurata a Milano, a 200 metri dal Palazzo di Giustizia, questo perché non c’è più un confine. I mafiosi sono ovunque, in Valle d’Aosta come in Friuli. La più grande azienda agricola confiscata e restituita ai sindaci del territorio è in Toscana. Non ci sono più alcune regioni esenti dalle mafie».   

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