Mafia, un’azienda che non conosce crisi. La fotografia del rapporto Dia

Non solo droga e usura ma anche rifiuti e scommesse: il business della mafia si differenzia e si ramifica in tutto il mondo. Ecco tutti i risultati ottenuti dalle forze dell’ordine con le indagini e i sequestri effettuati dal nord al sud della penisola

Mafia

Un’azienda in continua evoluzione e che non smette di reclutare “personale” per le sue operazioni finanziarie e commerciali in tutto il mondo. E’ la mafia italiana e la sua struttura organizzativo-economica così come fotografata dalla Dia, Direzione investigazione antimafia, nel suo ultimo rapporto sulle attività e sui risultati conseguiti nell’ambito delle indagini volte al contrasto dei fenomeni mafiosi nel secondo semestre 2017. Come è noto, la mafia è una realtà che si infiltra in diversi settori produttivi nazionali e internazionali attraverso metodi e uomini che ricorrono a violenze, intimidazioni e corruzione per inserirsi nell’economia e drenare risorse finanziarie, utilizzate poi sia per il sostentamento dell’associazione medesima, sia per essere reinvestite in attività che ripuliscono il denaro sporco.

Connivenze e collusioni con la politica
Il terreno su cui germoglia la malavita organizzata è, in primis, quello della corruzione politica. «Lo scambio elettorale politico-mafioso è un reato-contratto, con un patto che prevede da una parte l’accettazione della promessa di voti, mentre l’altra mira a ottenere in cambio l’erogazione o la promessa di erogazione di denaro o altra utilità», è la chiara definizione della Dia sulle connivenze tra mafia e politica. Una riflessione a se stante meritano la Campania, la Calabria e il Lazio. La Campania fa registrare il picco massimo di denunciati/arrestati per comune sciolto. La Calabria presenta un importante scostamento rispetto all’andamento medio nazionale, dal momento che vede i denunciati/arrestati in numero proporzionalmente maggiore rispetto a quello degli scioglimenti comunali.

Ma la vera sorpresa è il Lazio, anch’esso «segnato da uno scostamento di segno opposto a quello della Calabria, in quanto a fronte di quattordici soggetti denunciati/arrestati, non presenta comuni sciolti. Alla luce della media nazionale, gli scostamenti registrati sulla Calabria e sul Lazio potrebbero risultare indicativi di condotte criminali latenti».

La ‘ndrangheta ed il business dei rifiuti
Il modello organizzativo delle cosche calabresi ha permesso alla ‘ndrangheta di espandersi in maniera unitaria e di condizionare scelte politiche e amministrative, regolare rapporti con imprese, enti, banche ed istituzioni.
Uno dei settori più remunerativi è rappresentato dal “ciclo dei rifiuti”, con il caso eclatante del condizionamento mafioso nei lavori di costruzione e nella gestione del termovalorizzatore di Gioia Tauro, unico impianto della regione. Ma non sono solo i rifiuti a interessare la mafia calabrese; il rapporto della Dia esamina, ad esempio, il caso di Reggio Calabria, dove «i sodalizi più strutturati del capoluogo hanno sviluppato strategie criminali di portata eminentemente affaristica, che spaziano dalla forte pressione estorsiva e usuraria, all’infiltrazione dei più vari ambiti produttivi, fino al condizionamento degli apparati politico-amministrativi».

Droga, usura e scommesse: il caso Sicilia
Nella regione in cui la mafia affonda le sue radici storiche, continua il ricorso a forme pressanti e violente di controllo del territorio.
L’estorsione rimane infatti una delle attività illecite preferite dalla mafia siciliana, a danno di operatori economici dei più svariati settori, ivi compreso il comparto agricolo e il relativo indotto; e non solo. «Per aumentare i propri guadagni è ampiamente praticato il lucroso business delle scommesse – si legge nelle pagine del rapporto della Dia dedicate alla Sicilia -, spaziando dalla gestione delle sale giochi fino alle competizioni non autorizzate». Infine, nel bilancio della mafia della Trinacria tra le principali voci in attivo non poteva mancare il commercio di stupefacenti, con contatti appurati tra Cosa nostra ed altre organizzazioni criminali sia italiane sia straniere.

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