Magnetoterapia, “dubbi su efficacia” per dottori anti-fake news  

Magnetoterapia nel mirino dei medici anti-fake news di ‘Dottore, ma è vero che?’ della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). Questo “sembra essere uno di quei casi in cui l’efficacia di un intervento terapeutico viene semplicemente data per scontata. Molto diffusa in diverse aree della medicina, il suo utilizzo si basa sull’idea che l’applicazione statica o intermittente di campi magnetici abbia una serie di effetti a livello cellulare, tra cui un’azione antinfiammatoria e antidolorifica. Tuttavia, la natura di questi effetti non è ancora stata chiarita scientificamente, così come non esistono dati solidi circa l’efficacia degli interventi clinici basati su questa tecnica”. Insomma, “non esistono prove dei benefici delle terapie magnetiche”, si legge su dottoremaeveroche.it. 

Se i pazienti insistono a voler utilizzare questi dispositivi, “bisognerebbe consigliare loro di comprare quelli più economici. Questo quantomeno allevierà il dolore al loro portafoglio”. Sedute di magnetoterapia vengono frequentemente consigliate da fisioterapisti e prescritte da ortopedici e altri specialisti. Inoltre, questo approccio è molto diffuso in automedicazione: infatti, il mercato offre moltissimi dispositivi utilizzabili dai pazienti in completa autonomia, alcuni dei quali acquistabili per poche centinaia di euro.  

“Dire che è un paziente è stato stimolato magneticamente è specifico tanto quanto dire che gli è stato somministrato un farmaco”, scrive Marko S. Markov, ricercatore del Research International di Wiliamsville (New York) e sostenitore dell’utilizzo della magnetoterapia. 

Per quanto riguarda i dispositivi sviluppati per la somministrazione, ne esistono di diverse tipologie, inclusi braccialetti, solette, bande per polsi e ginocchia e persino cuscini e materassi. “A giudicare da quanto si legge nei moltissimi siti web dedicati o che si sono occupati della magnetoterapia, questo tipo di trattamenti sembra essere utilizzato nell’ambito di un numero considerevole di condizioni – scrivono i dottori anti-fake – Tra queste, quelle che vengono indicate più di frequente sono: artrite, artrosi, lombalgia, osteoporosi, fratture e ritardi di consolidamento osseo, ernia del disco, dolori o reumatismi articolari, dolori muscolari, edema e tunnel carpale”. 

Negli stessi siti “si legge spesso che l’efficacia della magnetoterapia nel trattamento dei disturbi sopra elencati è stata dimostrata in studi scientifici. Tuttavia, come sottolineato già nel 2006 da Leonard Finegold della Drexel University di Philadelphia e Bruce Flamm del Kaiser Permanente Medical Center di Riverside, molti di questi studi hanno delle limitazioni a livello metodologico. Nello specifico, secondo i due ricercatori la debolezza di molte di queste ricerche deriva dal fatto che è difficile somministrare una terapia magnetica senza che il paziente ne sia consapevole: di conseguenza, i risultati rilevati potrebbero dipendere da un effetto placebo”.  

Mentre uno studio che ha valutato l’efficacia della magnetoterapia nel trattamento del dolore causato da sindrome del tunnel carpale, assicurandosi però che intervento clinico e placebo non fossero riconoscibili, non ha individuato alcuna differenza significativa tra le due condizioni, seppure in entrambi i gruppi si siano riscontrati dei miglioramenti. 

“Anche a livello teorico, la magnetoterapia non è credibile”, scrivono Finegold e Flamm. “Se i tessuti umani fossero affetti dai campi magnetici, quelli enormi generati dalle risonanze magnetiche dovrebbero avere effetti profondi. Tuttavia, anche il più intenso dei campi magnetici utilizzati nell’ambito delle risonanze non ha effetti, né negativi né positivi”. 

A parte alcuni casi in cui può essere controindicata, come nei portatori di dispositivi, la magnetoterapia è considerata una pratica sicura. Tuttavia, dal momento che l’utilizzo di questi trattamenti non si basa su prove di efficacia solide, essi possono essere considerati negativi da un punto di vista economico, concludono i dottori anti-fake news.  

“I soldi spesi per terapie magnetiche costose e di non provata efficacia potrebbero essere spesi per pratiche mediche basate su evidenze”, scrivono Finegold e Flamm. Se i pazienti “insistono a voler utilizzare questi dispositivi, bisognerebbe consigliare loro di comprare quelli più economici. Questo quantomeno allevierà il dolore al loro portafoglio”, concludono i due studiosi.