Malattie reumatiche, pensa al suicidio 1 paziente su 10

Questo dato è risultato da un sondaggio condotto su 900 malati e presentato al Congresso europeo di reumatologia (Eular 2019) di Madrid

malattie rumatiche

Troppo dolore. A volte insopportabile. Così tanto che 1 paziente su 10 con malattie reumatiche e muscoloscheletriche ha confermato di aver pensato al suicidio nelle ultime 4 settimane. Questo dato è risultato da un sondaggio condotto su 900 malati e presentato al Congresso europeo di reumatologia (Eular 2019) di Madrid. I numeri dicono chiaramente che questo genere di malattie possono arrivare ad avere un impatto devastante sulla psiche di chi soffre. Che, in casi particolari, può spingere le persone a gesti estremi.         

Altri dati
L’indagine è stata portata avanti dalla Danish Rheumatism Association: il pensiero del suicidio riscontrato su 1 paziente su 10 rappresenta solamente la punta dell’iceberg. Perché più della meta di chi ha partecipato al sondaggio (58 per cento) ha detto che il dolore ha reso la vita ingestibile. Interessante anche la relazione tra dolore e sonno: il 69 per cento dei malati ha identificato la cattiva qualità del sonno come fattore di influenza negativa sul proprio dolore; ben due terzi dei pazienti si sente raramente o mai completamente riposato quando si sveglia al mattino, con il 36 per cento che assume antidolorifici con lo specifico obiettivo di migliorare il riposo. Tra i partecipanti, l’83 per cento soffre quotidianamente o più volte alla settimana di attacchi dolorosi e il 46 per cento ha ricevuto antidolorifici forti nell’ultimo anno. E nonostante la grande attenzione da parte delle autorità danesi per cercare di ridurne la prescrizione, a meno di un quarto degli intervistati è stata offerta un’alternativa a questi potenti medicinali.

Parla Dörner
«Non si fa abbastanza per identificare i problemi di salute mentale e fornire il supporto necessario ai pazienti con malattie reumatiche e muscoloscheletriche», ha evidenziato Thomas Dörner, presidente del Comitato per il programma scientifico dell’Eular. «Questo sondaggio evidenzia l’enorme importanza del dolore sul benessere psicologico dei pazienti e la grande necessità di migliorare l’offerta di supporto. Questi risultati dovrebbero fungere da allarme per i servizi sanitari di tutta Europa».

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