Malattie reumatiche per 5 milioni di italiani, il 70 per cento sono donne

Ogni anno nel nostro Paese si contano 600 mila ricoveri e 22 milioni giornate di lavoro perse con un danno di 3 miliardi per colpa di queste patologie, prima causa di dolore e invalidità in Europa

Dolori articolari e muscolari, gonfiore, rigidità, stanchezza cronica sono una realtà per 5 milioni di italiani, in particolare donne: 3,5 milioni (il 70 per cento). Tante sono le persone affette da malattie reumatiche – patologie in forte crescita – che causano 600 mila ricoveri ogni anno secondo le stime della Società Italiana Reumatologia. E proprio il riconoscimento dei sintomi rappresenta il primo passo per diagnosticare e trattare il più tempestivamente ed efficacemente possibile la singola malattia. Sono 150 i disturbi reumatici che affliggono milioni di cittadini. I più noti l’artrite e l’artrosi fra le malattie infiammatorie più comuni: interessano il 16 per cento della popolazione del nostro Paese e rappresentano le due patologie croniche più diffuse dopo l’ipertensione. Secondo la SIR l’osteoporosi colpisce 1 italiano su 3 con più di 75 anni.  

Giovani “a rischio”
«Tali malattie non hanno età – afferma  Elisa Gremese, direttore Divisione Reumatologia Policlinico Gemelli di Roma –. Riguardano anche i giovani e le persone nel pieno della vita lavorativa. Ne sono un esempio l’artrite reumatoide e le spondiloartriti che di solito iniziano in giovane età, così come le malattie sistemiche del connettivo che sono più tipiche della donna in età fertile. Alcune malattie, a volte gravissime, colpiscono persino i bambini». «In soggetti geneticamente predisposti all’artrite reumatoide – aggiunge la professoressa associata di Reumatologia presso l’Università Cattolica A. Gemelli – anche giovani, un lavoro pesante che solleciti troppo le articolazioni favorirà l’insorgenza della malattia più precocemente».

Disabilità
Secondo l’Oms le malattie reumatiche sono la prima causa di dolore e disabilità in Europa. E il dolore fa male anche alla vita professionale: secondo l’Associazione nazionale persone con malattie reumatiche circa il 50 per cento dei pazienti con malattie reumatiche muscolo-scheletriche croniche manifesta disabilità e 8 persone su 10 convivono con il dolore cronico, il che si traduce in oltre 22 milioni di giornate di lavoro perse ogni anno che corrispondono a un calo di produttività di 2,8 miliardi di euro. Quindi aumentare la diagnosi precoce, puntando soprattutto sull’informazione dei cittadini, diventa fondamentale.  

 I sintomi
«Le malattie reumatiche interessano una persona su tre dopo i 65 anni – ricorda la professoressa Gremese -. Eppure in molti sono convinti che siano solo dei semplici dolori provocati dall’invecchiamento o dal clima. All’inizio non danno segni evidenti. Solo in un secondo momento si manifestano con forti dolori cui seguono le prime difficoltà di movimento». Il più importante sintomo da non trascurare è il dolore articolare, magari accompagnato da una tumefazione, che più frequentemente interessa mani e piedi: quando persiste per più di un mese, senza una spiegazione, è bene consultare un medico e rivolgersi a un reumatologo per arrivare alla diagnosi in tempi brevi. «Altri campanelli d’allarme sono: gonfiore non dovuto a un particolare trauma, pallore improvviso e persistente delle dita delle mani, specialmente in seguito all’esposizione al freddo o a variazioni climatiche ed eritemi sul viso dopo l’esposizione al sole».

La prevenzione
La SIR calcola che siano oltre 800 mila gli italiani a rischio invalidità per colpa di artrite reumatoide, artrite psoriasica o spondilite. «Per limitare i danni  – conclude Gremese – fondamentale è la prevenzione. Prevenire le malattie degenerative (come l’artrosi) si può. Basta tenere le articolazioni in movimento, controllare il proprio peso, evitare carichi pesanti. Più difficile prevenire le malattie autoimmuni, come connettiviti, lupus e sclerodermia. Se si ha un familiare con una di queste patologie il consiglio è di sottoporsi a screening. Per stare alla larga da queste malattie è bene praticare attività fisica in modo costante e regolare, seguire un’alimentazione sana e varia.  La dieta mediterranea può svolgere una funzione protettiva contro i processi infiammatori che sono alla base di quasi tutte le patologie». Banditi anche fumo e alcol.

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