Mandato zero, M5S cambia le regole per i consiglieri comunali

Il vicepremier, Luigi Di Maio, spiega la nuova regola sulla riorganizzazione del MoVimento che verrà sottoposta al voto degli iscritti

mandato zero

Uno, due e tre. Anzi, zero, uno e due. Il MoVimento 5 Stelle, cambia, o meglio propone di cambiare, la regola dei due mandati introducendo il cosiddetto “Mandato zero”. A presentarlo è stato lo stesso leader del MoVimento, il vicepremier Luigi Di Maio in un post sul Blog delle stelle, uno dei tanti video-tutorial sulla riorganizzazione dei 5 Stelle: «Cos’è il Mandato zero? È un mandato che non si conta nella regola dei due mandati, cioè un mandato che non vale». Attenzione, però, la regola non varrà per tutti, ma soltanto per i consiglieri comunali e municipali.  «A me – spiega Di Maio – interessa non disperdere l’esperienza maturata dal consigliere comunale – che – può portare in altri consessi, ad esempio in Regione, in Parlamento o all’Europarlamento».

Non disperdere l’esperienza
Nel video il ministro del Lavoro ricorda come i consiglieri comunali siano la stragrande maggioranza degli eletti dei 5 Stelle: «Ogni giorno portano avanti le battaglie del Movimento. Molto spesso da soli, con un solo consigliere comunale e decine e decine di atti da studiare e da seguire. In futuro, a seguito di questa grande riorganizzazione, potremo dargli più supporto legale e quello di esperti per portare avanti il loro mandato da consigliere». Tuttavia, spesso, chi ha già svolto un mandato come consigliere comunale o municipale, per paura di non riuscire a diventare sindaco o presidente di municipio sceglie di non ricandidarsi (per non cadere nella regola dei due mandati) e di provare a entrare in Regione o in Parlamento. Per questo motivo, aggiunge Di Maio, «se tu vieni eletto consigliere comunale o di municipio al primo mandato e porti avanti tutto il primo mandato, poi decidi di ricandidarti e non diventi né presidente di municipio, né sindaco, allora nel tuo secondo mandato, quello precedente, cioè il Mandato zero, non vale». Ora, la decisione finale spetterà agli iscritti a Rousseau.

Le reazioni
A schierarsi a favore della nuova regola presentata dal leder pentastellato è stato il sindaco di Torino, Chiara Appendino: «Credo sia una buona regola – ha dichiarato al termine della riunione di maggioranza a Palazzo Civico sul nuovo regolamento M5S sulle candidature – quindi per quanto mi riguarda voterò a favore».
La prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, invece, sceglie di glissare sull’argomento: «Non sono minimamente interessata al tema poltrone, pensiamo a lavorare. Abbiamo altri due anni intensi davanti».
Le critiche alla misura presentata da Luigi Di Maio vengono da altre due donne. La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni attacca direttamente il vicepremier: «Da “uno vale uno” a “uno vale zero” – scrive su Twitter – Quando si tratta di difendere le poltrone dei grillini Di Maio non guarda in faccia a nessuno, nemmeno alla matematica #mandatozero».
Anche Laura Boldrini, ex presidente della Camera, commenta con un tweet: «È un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati. Cioè, è un mandato che non vale, dice Di Maio anche detto il giustiziere della casta. Ma nel M5S il comico non lo faceva Beppe Grillo? #MandatoZero».

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