Manovra, a marzo partiranno le richieste per il reddito di cittadinanza

A spiegare i tempi dell'avvio del provvedimento, il vicepremier Di Maio durante una diretta Facebook. E il decreto potrebbe contenere anche una norma sul Terzo settore

manovra
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista

Il decreto contenente le specifiche su reddito di cittadinanza e “quota 100” dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri nei prossimi giorni, dopo il rinvio disposto alla fine della scorsa settimana. La motivazione del ritardo, come spiegato dal premier, Giuseppe Conte, è dovuta alla complessità del provvedimento che deve essere controllato nei minimi dettagli.
Gli obiettivi del governo, non si fermano al varo del decreto, come spiegato dal vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, in una diretta Facebook con Alessandro Di Battista.

I tempi del reddito
I due esponenti del MoVimento 5 Stelle, in viaggio verso Strasburgo al Parlamento europeo, hanno fatto il punto sui prossimi passi del governo. Mentre Di Battista ha annunciato che non si presenterà alle prossime elezioni europee, ma continuerà ad occuparsi di politica come volontario, Di Maio ha sottolineato che, sulle pensioni, il vero obiettivo del governo è «fare quota 41, il vero superamento totale della legge Fornero e per farlo abbiamo bisogno che quest’anno con le elezioni europee cambino alcune regole europee. E allo stesso modo dobbiamo aumentare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza».
Riguardo la misura, tanto cara ai grillini, Di Maio spiega quali saranno i prossimi passaggi prima di potervi accedere: «Il sito internet per chiedere il reddito di cittadinanza sarà pronto nel mese di marzo. Significa che, da quel momento, nel giro di poche settimane, vi diremo se la persona che ha fatto domanda può accedere al reddito oppure no, dopodiché si va alla posta, si ritira la carta e si accede al programma del reddito. Dopo pochi giorni avrete una telefonata del cosiddetto “navigator” che spiegherà non solo quali sono i diritti di chi prende il reddito, ma anche i doveri».

Ires per il Terzo settore
Il decreto inoltre, potrebbe contenere anche una regola sul Terzo settore. Una delle misure, presenti nella manovra che ha scatenato numerose polemiche è stato l’aumento dell’Ires per le organizzazioni no profit, passato dal 12 al 24 per cento. Quest’aumento, come spiegato all’AdnKronos dal sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon (Lega), non sarà mai operativo grazie a una norma che verrà inserita all’interno del decreto su reddito e quota 100. In alternativa, la misura potrà essere contenuta nel dl semplificazioni. Per quanto riguarda le coperture, spiega Durigon: «stanno lavorando al Mef. Penso siano state già trovate».

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