Manovra, appello dei sindacati: «Nessuno tocchi quota 100»

Le parti sociali si schierano in difesa della misura introdotta con l'ultima legge di bilancio e chiedono una revisione della legge Fornero. Sulla stessa linea il presidente di Inapi, Cosentino, che ricorda il problema degli esodati

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La prossima manovra economica non andrà a eliminare le due misure principali varate dal precedente governo gialloverde, ossia reddito di cittadinanza e quota 100. Tuttavia, come spiegato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, mentre per la prima saranno possibili aggiustamenti al fine di migliorarne la finalità, ossia trovare lavoro, per quota 100 non dovrebbero esserci modifiche e la misura dovrebbe arrivare alla sua naturale scadenza prevista nell’ultima legge di bilancio. La conferma arriva anche dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: «Quota 100 ha una data di scadenza definitiva – conferma durante la trasmissione Circo Massimo, su Radio Capital, – La misura deve concludersi nel triennio e poi finire lì, nel 2021. Sono d’accordo con il ministro dell’Economia Gualtieri».

La difesa dei sindacati
Tra i contrari all’abolizione di Quota 100 anche le principali sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, come sottolineato dai segretari durante l’assemblea dei delegati al forum di Assago, a Milano. «Non va abolita – spiega Maurizio Landini, segretario generale Cgil – noi abbiamo chiesto di aprire una vera discussione per rivedere davvero il sistema pensionistico attuale». Carmelo Barbagallo (Uil), ricorda la sua contrarietà «a togliere quota 100 perché è una finestra che qualcuno sta utilizzando, noi siamo per completare la controriforma della Fornero». Infine, Annamaria Furlan (Cisl) torna a chiedere lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni.

Risolvere la vicenda esodati
A sostegno di una riforma della legge Fornero anche Domenico Cosentino, presidente del patronato Inapi. In una nota dell’Istituto il presidente auspica che gli incontri tra i sindacati e il governo siano un punto di partenza che porti a «scelte mirate ed eque nella stesura della prossima legge di Bilancio». E ricorda come, tra le priorità dell’esecutivo, dovrebbero esserci gli esodati, augurandosi che le scelte «vadano in primis nella direzione di voler sanare storture importanti ancora vigenti nella legge Fornero, che, nonostante quota 100, è bene dirlo senza ipocrisie, non è mai stata superata. Siamo totalmente concordi con il ministro dell’Economia Gualtieri quando sostiene che, nonostante quota 100 si sia mostrata una misura costosa, con limiti importanti, e non sia stata affatto la panacea per tanti lavoratori, oggi non possa essere smontata prima della scadenza al 2021». E ha sottolineato come, se «è controproducente smontare costantemente quello che c’era prima, soprattutto quando si sono determinati diritti acquisiti delle persone che andando in pensione hanno negoziato gli scivoli con le aziende, non è serio cambiare le regole di accesso. Allo stesso tempo, proprio partendo da tali assunzioni, non possiamo che dare pieno appoggio alle rivendicazioni degli esodati».
Infine, anche Cosentino si dice sulla stessa lunghezza d’onda di chi vorrebbe rivedere la riforma Fornero e a nuove misure di uscita dal mondo del lavoro ricordando, ad esempio, di essere stato sempre favorevole all’introduzione di «quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica».

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