Manovra: aumenta l’Iva, taglio alle pensioni d’oro e la Tari finisce in bolletta

Le misure sono contenute negli emendamenti al ddl bilancio. Confermati dalla prossima primavera reddito di cittadinanza e quota 100

Reddito di cittadinanza e quota 100 confermate, taglio alle pensioni d’oro, aumento dell’Iva e Tari in bolletta. Sono questi i punti principali che dovrebbero far parte della prossima manovra economica, dopo gli accordi presi tra il governo e la Commissione europea per evitare l’apertura di una procedura d’infrazione per deficit eccessivo nei confronti del nostro Paese. Il governo, dopo aver portato il rapporto deficit/Pil dal 2,4 al 2,04 per cento, ha dovuto rivedere anche le stime di crescita del Pil, dall’1,5 all’1 per cento. Le previsioni per il 2020 e il 2021 sono, rispettivamente, dell’1,1 e dell’1 per cento. Per quanto riguarda le due misure principali della manovra, ossia reddito di cittadinanza e quota 100, partiranno entrambe in primavera. Per questo motivo, come emerso dalle tabelle del documento inviato dal governo all’Ue, le due misure sono state tagliate di 1,9 e 2,7 miliardi. Inoltre, come spiegato dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria durante Porta a Porta, i privati potranno usufruire di quota 100 a partire da aprile, mentre per i dipendenti pubblici sarà possibili soltanto da ottobre.

Pensioni d’oro e adeguamenti
In attesa dell’arrivo del testo nell’Aula del Senato continua l’esame degli emendamenti in commissione Bilancio. Confermato il contributo sulle pensioni d’oro che potrà arrivare al 40 per cento per gli importi superiori a 500mila euro, partendo da un minimo del 15 per cento per i redditi tra i 100mila e i 130mila euro.
In totale sono state previste 5 fasce che oltre alla minima e alla massima, prevedono un prelievo del 25 per cento per i redditi superiori a 130mila euro fino a 200mila euro, un prelievo del 30 per cento per i redditi superiori a 200mila euro fino a 350mila e un prelievo del 35 per cento superati i 350mila fino a 500mila euro.
Per quanto riguarda gli adeguamenti all’inflazione, saranno rivalutate del 100 per cento le pensioni con importi fino a 1521 euro mensili, del 90 quelle fino a 2535 euro al mese e del 75 per cento per gli importi superiori.

Aumento dell’Iva
Erano state evitate per il 2019, ma dal 2020 ci sarà il ritorno delle clausole di salvaguardia. Così, come riportato nella relazione tecnica che accompagna l’emendamento del governo al ddl bilancio, il 2020 vedrà l’Iva aumentare di 23,1 miliardi che diventeranno 28,7 nel 2021.

Blocco assunzioni nella Pa
Fino a novembre 2019 non sarà possibile fare assunzioni a tempo indeterminato nella Pubblica amministrazione. La misura riguarderà gli enti pubblici non economici, i ministeri (compresa la presidenza del Consiglio) e le università, garantendo un risparmio di 100 milioni di euro.

Web tax
La nuova imposta sui servizi digitali sarà al 3 per cento e interesserà le imprese che si occupano di commercio, che vendono dati e fanno pubblicità online. La misura consentirà di incassare 150 milioni nel 2019, 600 nel 2020 e 200 nel 2021.

Buche a Roma
Dopo le proteste del ministero della Difesa, cambia l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di fondi destinati alla riparazione delle buche a Roma. Previsti 40 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni per il 2020 «per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguirsi anche, nei casi emergenziali, con il ministero della Difesa». Con le modifiche, in casi di emergenza, sarà possibile avvalersi dell’esercito per la riparazione del manto stradale romano.

Tari in bolletta
La Lega, con un emendamento collegato al ddl bilancio, sta considerando l’ipotesi di accorpare, per i comuni in situazione di dissesto o predissesto, la Tari alla bolletta dell’elettricità, come già avviene per il canone Rai. L’obiettivo della proposta è quello di contrastare l’evasione fiscale, ma l’idea non sembra gradita alle associazioni consumatori.

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