Manovra, Brunetta: «Ci aspettiamo sorprese. In negativo, chiaramente»

Le mosse del governo giallorosso non convincono il deputato di Forza Italia anche perché «non ci sono coperture credibili»

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

La manovra del 2020 del governo giallorosso non convince Renato Brunetta: «Riepiloghiamo. Uno: non ci sono coperture credibili – dice il deputato e responsabile economico di Forza Italia al quotidiano Il Mattino – Due: il governo è in conflitto su quota 100 e alla fine a rimetterci saranno i pensionati o i lavoratori dipendenti. Tre: in una fase a crescita zero il governo intende aumentare la pressione fiscale con delle misure da Stato etico». All’orizzonte nuvoloni grigi sulla manovra: «Tra le pochissime luci ci saranno i risparmi sugli interessi sul debito pubblico, dovuti alla forte riduzione dei rendimenti sui nostri titoli di Stato che si verificheranno nel 2020. In realtà, la riduzione dei rendimenti è dovuta per la maggior parte all’annuncio del nuovo programma di acquisti dei titoli della Bce che riprenderà a breve. E sono convinto che quando i mercati vedranno i testi sarà ancora peggio. Ci aspettiamo sorprese. In negativo, chiaramente». 

Contro Quota 100 e reddito di cittadinanza
«Questo governo è in perfetta continuità con il precedente. Salvini e Di Maio avevano la possibilità di utilizzare 15 miliardi di euro per poter realizzare subito una Flat tax a due aliquote mentre quelle risorse per ragioni di potere, opportunismo politico e di consenso sono state sprecate per finanziare due misure inutili e dannose: Quota 100 e reddito di cittadinanza, che non hanno creato né crescita né occupazione. Né hanno combattuto la povertà. E oggi, con una maggioranza M5S, Pd, Renzi e Leu, le quattro sinistre, il governo va in perfetta continuità confidando su una presunta accondiscendenza, sempre in termini di deficit, da parte dell’Ue». 

Questione fisco
«La lotta all’evasione fiscale è cosa buona, giusta e sacrosanta se serve a tagliare le tasse. Ma in questo caso serve soltanto a coprire cattiva spesa pubblica. La lotta all’evasione fiscale si combatte aumentando la fiducia dei contribuenti verso lo Stato e varando riforme efficaci in termini di efficienza della Pa. L’attuale maggioranza sta invece svuotando i cassetti del peggior approccio vessatorio nei confronti dei cittadini. Sento parlare di manette, misure estreme, che tra l’altro già esistono dagli anni Ottanta. Sembra di tornare ai tempi di Visco (Vincenzo Visco, ministro delle Finanze dal ‘96 al 2001, ndr): sarà lui l’unico contento, mentre il Fmi certifica che nel nostro Paese la crescita è ferma».

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