Manovra, Brunetta: «Pace fiscale senza “saldo e stralcio” delle cartelle»

Approvata una norma che non contiene la misura inizialmente prevista dal governo

forza italia
Renato Brunetta (foto da Facebook)

Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, commenta in una nota la norma sulla pace fiscale approvata ieri al Senato. Si tratta, spiega Brunetta di «una pace fiscale senza pace per chi ha dichiarato e non versato, senza il famoso “saldo e stralcio” delle cartelle per i contribuenti in difficoltà e con l’allargamento dei poteri della Guardia di Finanza sui conti correnti degli italiani». E aggiunge: «La confusione tra parole e opere regna sovrana in ogni provvedimento di questo Governo».

La pace fiscale
Inizialmente, dagli accordi di governo tra Lega e MoVimento 5 Stelle, l’obiettivo della pace fiscale era quello di «rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica». Ossia, il contribuente avrebbe potuto pagare il proprio debito in base alla sua capacità contributiva ottenendo il saldo e lo stralcio dei debiti.

Nuovi sconti in manovra
Con l’approvazione di un emendamento al dl fiscale collegato alla manovra, inoltre, la commissione Finanze del Senato ha aumentato gli sconti per chi ha una causa col fisco e vuole risolvere la questione. Chi ha vinto in primo grado avrà uno sconto del 60 percento (invece del 50) della somma dovuta, mentre per chi ha vinto in secondo grado, dopo aver ricevuto un giudizio negativo nel primo, lo sconto passa dall’80 all’85 percento.

Le altre novità fiscali del decreto
Per quanto riguarda la rottamazione ter, chi vi aderisce avrà la possibilità di saldare il proprio debito col fisco dividendo l’importo dovuto in 18 rate da dividere in 5 anni. Le somme potranno essere pagate in 4 rate annuali, con la prima da versare sempre entro il 31 luglio 2019, la seconda entro il 30 novembre (ciascuna pari al 10 percento dell’importo dovuto), la terza entro il 29 febbraio e la quarta entro il 31 maggio.
I contribuenti che hanno commesso un errore nel compilare la dichiarazione dei redditi potranno risolvere il problema versando 200 euro per ogni periodo d’imposta dal 2013 al 2017. Infine, a partire dal 2020 sarà possibile effettuare la dichiarazione precompilata delle partite iva.

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

diciannove − 6 =