Manovra, come cambia norma su auto aziendali  

Rivista la norma sulle stretta fiscale sulle auto aziendali come fringe benefit. Come si legge nel testo della relazione illustrativa del provvedimento, la proposta prevede che, ai fini della determinazione del fringe benefit delle auto, concesse in uso promiscuo ai dipendenti, la percentuale del 30 per cento dell’importo corrispondente alla percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base delle tabelle Aci continui ad applicarsi per i veicoli a trazione elettrica e ibrida e per tutti i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti addetti alla vendita di agenti e rappresentanti di commercio.

Per gli altri veicoli, la predetta percentuale è quindi elevata al 60 per cento in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a grammi 160 per chilometro e al 100 per cento in caso di emissioni. Come recita l’articolo 78 del disegno di legge di bilancio, per gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori, “concessi in uso promiscuo, si assume il 30 per cento dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo, al netto dell’ammontare eventualmente trattenuto al dipendente”.

“La predetta percentuale, per i veicoli diversi da quelli a trazione elettrica e a trazione ibrida termoelettrica, nonché diversi da quelli concessi in uso promiscuo a dipendenti addetti alla vendita di agenti e rappresentanti di commercio addetti alla vendita, è elevata – prosegue l’articolato – al 60 per cento in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 160 grammi per chilometro e al 100 per cento in caso di emissioni superiori”.