Manovra, Crisci: “Rafforzare ecobonus auto o fondi finiranno in pochi giorni”  

Nella prossima manovra “bisognerà proseguire con l’ecobonus già avviato, ma sicuramente migliorandolo e rafforzandolo. Soprattutto perché noi costruttori sappiamo – tenendo conto dei numerosi prodotti in arrivo sul mercato, dei loro prezzi e delle loro emissioni – che nel 2020 i fondi a disposizione potrebbero durare poche settimane”. E’ l’invito di Michele Crisci, amministratore delegato di Volvo Car Italia e presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, nel giorno in cui emergono ipotesi di un ‘buono mobilità’, previsto dalla prossima manovra con nuovi incentivi alla rottamazione. “Per far sì che questo bonus possa essere utilizzato da chi vuole passare all’elettrico, il fondo – sottolinea Crisci all’Adnkronos – deve diventare molto più consistente, almeno 7 -8 volte quello attuale. E siccome il ‘malus’ – che è stato totalmente inefficace in termini di disincentivo agli acquisti di vetture più inquinanti – non sostiene questo fondo, bisogna pensare a nuovi interventi”. 

Una ipotesi, spiega Crisci, potrebbe essere quella di “riparametrare il bollo”. “Bastano pochi euro sulla tassa di circolazione delle auto più anziane per raccogliere centinaia di milioni di euro, che possono andare a coprire gli interventi a cui pensiamo”. 

Se sul mercato italiano “che – stima l’amministratore delegato di Volvo Italia – quest’anno dovrebbe chiudere intorno a 1,88 milioni di auto nuove, quelle ibride o elettriche dovrebbero essere circa 90 mila, nel 2020 non è escluso che si possano toccare le 200 mila unità ‘verdi’”: di qui la necessità di fondi consistenti per sostenere questa trasformazione del mercato.  

L’Unrae – sottolinea il suo presidente – sta elaborato una agenda “che vuole condividere con Federauto, Anfia ed Fca, con le proposte per la prossima legge di stabilità e che punta innanzitutto a intervenire sul parco circolante: le vetture ante Euro3 dovrebbero essere tolte dalla strada, magari dandosi un target di 3 o 4 anni, e per farlo bisogna dare a quei clienti che non cambiamo auto da 10 anni, di passare magari a un usato Euro 5 o 6 con un costo sostenibile”. 

Insomma, aggiunge Crisci, “serve un approccio pragmatico, anche con un incentivo ‘usato con usato’, che ovviamente va contro la nostra azione – che è quella di vendere auto nuove – ma che offre grandi benefici per l’ambiente: se un automobilista passa da una vettura Euro2 a una Euro 6 il vantaggio è del 90%” in termini di emissioni dannose. Certo, precisa, contro eventuali distorsioni o irregolarità “serviranno delle regole, e potenzialmente sarebbe meglio evitare di erogare questi incentivi negli scambi fra privati”. L’ideale, conclude, sarebbe “che uno possa accedere a questi incentivi se si rivolge a un concessionario o a un rivenditore”. 

(Fonte: Adnkronos)