Manovra, da reddito a quota 100 ecco tutti i provvedimenti

Approvato in consiglio dei ministri il decreto che introduce le due misure principali previste dalla legge di bilancio

governo
da sinistra: Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Matteo Salvini (fonte: www.governo.it)

Con una settimana di ritardo rispetto a quanto inizialmente preventivato, vede la luce il decreto che introduce il reddito di cittadinanza e quota 100. Il testo, approvato dal consiglio dei ministri, contiene le norme sui provvedimenti principali della manovra economica. Come spiegato dal premier, Giuseppe Conte, e dai due vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il reddito avrà una platea di circa 5 milioni di persone, con il 53 per cento tra il sud Italia e le isole e il 47 per cento al centro-nord. Per quanto riguarda quota 100, invece, si stima che nel triennio 2019-2021 aderiranno al provvedimento, per il quale è previsto un investimento di 22 miliardi di euro, circa 1 milione di lavoratori. Il decreto contiene anche altre disposizioni come la proroga di alcune iniziative già presenti, come opzione donna e l’ape sociale. Allo stesso tempo ne elimina altre, come il Rei (reddito di inclusione) che, di fatto, viene sostituito dal reddito di cittadinanza, e reintroduce i cda per Inps e Inail.

Reddito di cittadinanza: tutte le specifiche 

Chi può beneficiarne
Si potrà accedere alla misura se cittadini italiani, europei lungo soggiornanti che risiedono in Italia da almeno 10 anni (di cui gli ultimi 2 in via continuativa); avere un Isee inferiore a 9360 euro all’anno; il patrimonio immobiliare, oltre la prima casa, non deve superare il valore di 30mila euro all’anno; non avere più di 6mila euro di risparmi, che salgono a 20mila nel caso di famiglie con disabili (secondo le stime saranno 255mila i nuclei familiari in questa situazione che riceveranno il reddito di cittadinanza).Ciascuno dei beneficiari potrà usufruire del provvedimento per non più di 18 mesi. Entro i primi 12 sarà formulata un’offerta di lavoro nel raggio di 100 chilometri. In caso di rifiuto, la seconda offerta potrà essere in un raggio di 250 chilometri, mentre la terza da tutta Italia. Tuttavia, in caso di famiglie con persone disabili le offerte non potranno mai superare i 250 chilometri di distanza.L’ammontare del reddito va dai 780 euro per chi vive da solo (500 euro come integrazione al reddito e 280 euro di contributo per l’affitto o 150 per la rata del mutuo) e si modifica in base ai componenti del nucleo familiare: ad esempio per una famiglia formata da 2 adulti e 2 figli minorenni sono previsti 1.180 euro al mese divisi tra 900 euro di integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto o 150 euro di contributo per il mutuo.

Come fare richiesta
A partire da marzo, si potrà iniziare a fare domanda per il reddito di cittadinanza. Il sussidio potrà essere richiesto direttamente presso gli uffici postali, per via telematica o a un Caf. Se le verifiche effettuate diranno che si ha diritto al reddito, questo verrà erogato tramite una prepagata di Poste italiane che, attenzione, non potrà essere utilizzata per il gioco d’azzardo. Poco dopo l’accettazione, si verrà contattati dai centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o reinserimento lavorativo da attuare.
Infine, in caso di dichiarazioni false, il rischio è una pena dai 2 ai 6 anni di carcere.

 

Quota 100

Chi potrà beneficiarne
Il decreto legge varato dal governo contiene anche le specifiche per chi sceglie di andare in pensione anticipatamente. Per tre anni, dal 2019 al 2021 si potrà andare in pensione, senza alcuna penalizzazione, se in possesso di almeno 38 anni di contributi e 62 anni d’età.
Inoltre, per gli uomini, sarà possibile andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne serviranno 41 anni e 10 mesi di contributi. L’assegno previdenziale, una volta maturati i requisiti, verrà percepito dopo tre mesi.  Le donne con lavoro dipendente che abbiano almeno 58 anni, e quelle con lavoro autonomo con almeno 59 anni che abbiano 35 anni di contributi potranno accedere al pensionamento con “Opzione donna”.
Infine, per i lavoratori precoci la misura non prevede l’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita permettendo di andare in pensione con 41 anni di contributi.

Calendario di accesso
I lavoratori privati che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018, potranno accedere al provvedimento dal 1° aprile 2019 e poi ogni 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti; dopo tre mesi per chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° gennaio 2019.
Chi lavora nel settore pubblico, invece, potrà accedere a quota 100 a partire dal 1° agosto 2019 se avrà maturato i requisiti nel momento dell’entrata in vigore del decreto e poi ogni 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti; dopo sei mesi per chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° febbraio 2019.
Infine, dal 1° settembre 2019, potranno accedere, in linea con l’inizio dell’anno scolastico, i lavoratori della scuola e Afam.

Ape sociale e pace contributiva
L’accesso all’indennità sostitutiva, che dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2019. I requisiti sono 63 anni d’età e 30 o 36 anni di contributi a seconda dei casi, con bonus di un anno per figlio (massimo 2) per le lavoratrici.
La cosiddetta “pace contributiva” è la possibilità di riscattare, su richiesta, dal 2019 al 2021, periodi di buco contributivo non obbligatori per massimo 5 anni. Per quanto riguarda il riscatto degli anni di laurea, ci saranno condizioni agevolate per chi ha fino a 45 anni: sarà detraibile l’onere del 50 per cento in cinque quote annuali e la rateizzazione fino a 60 rate mensili.

Trattamento di fine rapporto
È prevista per tutti i pensionati del settore pubblico, la possibilità di avere subito l’anticipo del tfr fino a 30mila euro. Inoltre, sarà possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni, mentre la pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo, ma sì con redditi da lavoro occasionale fino a un massimo di 5mila euro.

Fondo bilaterale per il ricambio generazionale
Si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un’assunzione. Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate).

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