Manovra, Di Maio: «Plastic tax? Misura per inquinare di meno»

Il ministro degli Esteri, in Cina per la seconda edizione della China International Import Expo (Ciie) a Shanghai, ha parlato di uno dei provvedimenti della prossima manovra. Inoltre, durante un incontro col suo corrispettivo cinese, Wang Yi, si è discusso dei rapporti commerciali fra i due Paesi

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La manovra economica, dopo l’approvazione in consiglio dei ministri, sta per approdare in parlamento dove il testo verrà esaminato e, eventualmente, modificato. Tra i provvedimenti su cui in molti richiedono una modifica c’è, senza dubbio, la cosiddetta plastic tax, sugli imballaggi monouso. Sulla misura si è espresso anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Plastic tax? Una tassa che aiuta a convertire la propria produzione e a inquinare di meno, dopo tanti anni in cui si è parlato di plastica e dell’inquinamento». Di Maio, che su trova in Cina per partecipare alla seconda edizione della China International Import Expo (Ciie) a Shanghai, dove l’Italia è Paese partner, ha poi aggiunto: «Da una parte tassi prodotti più inquinanti, e con quei soldi aiuti le aziende per la riconversione. I politici guardano alle prossime elezioni, gli statisti alle prossime generazioni».

Diffondere il made in Italy
Il leader M5S, ha parlato del suo viaggio istituzionale (durante il quale parteciperà a una cena con il presidente cinese Xi Jinping) in un post sulla sua pagina Facebook: «Viaggio lungo, ma estremamente importante per il nostro Paese e i nostri imprenditori al Ciie, il China International Import Expo – ha scritto poco dopo il suo arrivo a Shangai – In questa seconda edizione della fiera, l’Italia partecipa come partner e con un padiglione che ospita oltre 160 aziende. Davvero una grande vetrina per le nostre imprese, dato che stiamo parlando di uno dei mercati in maggior espansione del Pianeta».  Il ministro ha ricordato anche l’importanza di difendere e diffondere il made in Italy: «Vantiamo eccellenze straordinarie, in tutto il mondo si parla di Made in Italy ed è bene che il Made in Italy arrivi in tutto il mondo. Siamo qui per questo. Per sostenere la nostra industria e i nostri ingegni».

Italia dopo Usa e Germania
Durante il viaggio istituzionale, Di Maio ha incontrato il Consigliere di Stato e Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi. Come riferisce la Farnesina, durante l’incontro «i due interlocutori si sono impegnati a favorire lo sviluppo di iniziative congiunte in Cina e nei mercati terzi e a rimuovere le barriere tariffarie e non tariffarie per semplificare l’accesso al mercato cinese dei prodotti italiani». Il capo della diplomazia cinese, poi, durante un incontro bilaterale col ministro degli esteri italiano, ha avuto modo di lodare la sua politica «amichevole» che «punta sullo sviluppo». L’Italia, ha ricordato Wang, è «il terzo partner più importante dopo Usa e Germania» e la fiera Ciie è un’occasione molto importante per consolidare e aumentare l’export italiano verso la Cina. Nel 2018 l’interscambio tra Italia e Cina è cresciuto del 4,8 per cento, arrivando a 44 miliardi di euro. Infine, ha spiegato l’importanza di un’Europa unita: «La Cina sostiene l’integrazione europea, vuole una Ue più forte e crede che il destino dell’Europa non debba essere deciso da uno o due Paesi. L’Ue è composta da 28 Stati membri e il suo sviluppo non deve essere deciso da pochi, ma da tutti».

Cina e Italia sempre più partner
Di Maio, a sua volta, ha spiegato l’importanza della Cina come partner commerciale del nostro Paese e al ruolo dell’Italia come punto di contatto tra Oriente e Occidente: «Guardiamo alla Cina come un Paese che deve essere sempre più partner dell’Italia, per lo sviluppo. L’adesione alla via della seta ha segnato un rafforzamento delle nostre relazioni e andiamo verso il 2020, quando celebreremo il 50esimo anniversario delle nostre relazioni. Come Italia, la nostra vocazione è sempre stata quella di essere ponte tra Occidente e Oriente».