Manovra, Di Maio sicuro: «Adesso il netto in busta paga sarà più bello»

Il capo politico del M5S: «In questa legge di bilancio ci sono già alcuni risultati: l'Iva non aumenterà, so che è una cosa scontata, ma se non fosse nato questo governo, saremmo ora in esercizio provvisorio e sarebbe aumentata»

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Una diretta Facebook da Washington. Luigi Di Maio, capo politico del M5S e ministro degli Esteri, ha scelto i social network per analizzare i punti principali della prossima manovra del governo giallorosso, partendo dalla questione Iva: «In questa legge di bilancio ci sono già alcuni risultati: l’Iva non aumenterà, so che è una cosa scontata, ma se non fosse nato questo governo, saremmo ora in esercizio provvisorio e sarebbe aumentata». Di Maio si sbilancia sulle tempistiche: «La legge di bilancio probabilmente verrà approvata lunedì in Cdm». 

Per le famiglie
Nella manovra si farà un po’ di ordine, accorpando i vari bonus e creando un assegno unico per le famiglie. Di Maio, infatti, conferma «una riorganizzazione di tutti i soldi che riguarda le famiglie che hanno bambini. Siamo l’ultimo Paese che fa figli in Europa e quando dobbiamo accedere a sgravi e aiuti è una giungla, su pannolini e altro. L’idea nostra è l’assegno unico, dove mettere mezzo miliardo in più».

Cuneo fiscale e buste paga
«Nella manovra c’è anche il cuneo fiscale, che è un inizio, che significa che nella busta paga non solo il lordo sarà bellissimo, ma inizia a essere più bello il netto», spiega il capo politico del M5S. 

Pagamento digitale
L’imperativo è quello di raggiungere il prima possibile «un accordo con le banche per abbassare i costi dei pagamenti, sia dal lato dell’utente sia dell’esercente». Luigi Di Maio spiega che sul tema dei pagamenti digitali «sul pos e la multa da 30 euro per chi non accetta i pagamenti con carta di credito, rischiamo di avere situazioni di un commerciante che preferisce pagare la multa che le commissioni». Una misura, quella legata al costo delle commissioni bancarie «che vale sia per gli esercenti che per gli acquirenti».

Evasione
Di Maio punta i grandi evasori perché «non possiamo pensare che il simbolo dell’evasione, come dicono alcuni media sia l’elettricista, l’idraulico o il tassista, io non ci sto a scatenare la guerra tra i poveri».

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