Manovra, evitata l’infrazione: il governo esulta, le opposizioni criticano

La Commissione europea approva i tagli fatti dal governo, ma le associazioni di categoria protestano contro l'aumento dell'Iva

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Procedura d’infrazione archiviata, almeno per il momento. Se, infatti, il nostro Paese è riuscito ad allontanare il procedimento sanzionatorio per deficit eccessivo, riuscendo a reperire 10,25 miliardi di euro che hanno permesso di portare il rapporto deficit/Pil dal 2,4 al 2,04 per cento, allo stesso tempo, come spiegato dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, «la composizione delle misure annunciate e della manovra nel suo complesso desta ancora preoccupazione».
Il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, ha affermato che «l’intelligenza e il senso dell’interesse generale, sia dell’Ue che dell’Italia, hanno prevalso. E ne sono lieto». Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, «attraversare una procedura di infrazione che avrebbe messo sotto controllo i conti dell’Italia per sette anni avrebbe avuto un costo politico molto elevato e forse non del tutto prevedibile».
Tuttavia, buona parte delle risorse sono state trovate grazie al rinvio dell’entrata in vigore di reddito di cittadinanza e quota 100, ma come ricorda il vicepresidente Dombrovskis, al momento dell’entrata in vigore i provvedimenti «avranno come risultato costi più elevati per gli anni a venire. Nel 2020 e 2021 l’Italia intende compensare i costi attivando le clausole di salvaguardia, aumentando l’Iva».

L’allarme delle associazioni
Il possibile aumento dell’Iva preoccupa soprattutto le associazioni di categoria. Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, ricorda che l’aumento di Iva e accise «se dovessero realizzarsi, soffocherebbero sia i consumi delle famiglie, già oggi in frenata, che la crescita del Pil in una fase di rallentamento internazionale». Alle preoccupazioni dei commercianti si aggiungono quelle dei consumatori. Come spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «portare l’aliquota ridotta al 13 per cento e l’Iva ordinaria al 26,5 per cento a partire dal 2021, avrebbe effetti disastrosi per l’economia producendo a regime un aggravio di spesa pari a circa 1.200 euro annui a famiglia, solo per costi diretti legati al rialzo dei prezzi e senza contare gli effetti indiretti che scateneranno rincari a cascata in tutti i settori».

Di Maio replica a Europa e associazioni
A gettare acqua sul fuoco è stato il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio durante una diretta Facebook: «In queste ore si sta giocando sul fatto che il governo abbia accettato di aumentare l’Iva tra un anno o due anni: sono tutte sciocchezze – afferma – Le clausole di salvaguardia si attivano se non tornano i conti. Ma dal nostro punto di vista i conti torneranno e si disinnescheranno le clausole, non ci sarà nessun aumento dell’Iva».  Di Maio ha poi aggiunto: « Da gennaio taglieremo molte altrecose e lavoreremo col famoso team ‘mani di forbice’ che ci servirà per mettere mano a tutti gli sprechi di ministeri, regioni, comuni per trovare altre risorse per disinnescare le clausole di salvaguardia e potenziare nuovi diritti».

Il commento di Salvini
Ad essere soddisfatto per la riuscita della trattativa con l’Unione europea anche il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che durante un intervento su Radio1 ha commentato: «Se fossimo partiti in ritirata non avremmo ottenuto nulla: se parti con richieste ambiziose che i governi precedenti non hanno mai avanzato porti a casa una manovra da decine di miliardi di euro che tornano nelle tasche degli italiani».

Le critiche dell’opposizione
Mentre il governo esulta per la riuscita della trattativa con l’Ue, le opposizioni attaccano la manovra economica che sta per essere varata. Il candidato alle primarie del Partito democratico, Maurizio Martina, in un’intervista su Il Foglio afferma che la manovra rappresenta il fallimento della strategia del governo: «Dicono di essere sovranisti, “padroni a casa nostra”, ma hanno fatto riscrivere la manovra a Bruxelles come mai era accaduto prima». A dare man forte al collega di partito anche Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio e candidato alla segreteria dem, che ricorda come a pochi giorni dalla fine dell’anno ancora non si conosca il testo della manovra: «Questo – spiega in una nota –  è il governo dell’incertezza. Regna una grande confusione, miliardi di euro che appaiono e scompaiono, il tutto nella più totale mancanza di chiarezza per i cittadini, gli operatori economici italiani ed esteri, gli investitori internazionali e l’Ue».L’ex segretario del Pd, Matteo Renzi, intervistato dal Gr1 parla di una figuraccia fatta dal governo: «È una manovra scritta male perché non risolve i problemi dei cittadini, anzi paradossalmente costituisce una sorta di truffa per chi ha votato M5S e Lega».Critica anche Forza Italia, che ha sempre contestato le misure previste dal governo nel ddl bilancio: «L’Italia si è impegnata a compensare i costi aggiuntivi contenuti nella manovra con l’aumento dell’Iva a partire dal 2020. Ciò significa che il reddito di cittadinanza e le finestre per le pensioni anticipate li pagheranno i contribuenti con l’ennesimo aumento delle tasse. E’ una legge bilancio invotabile perché infarcita di aumenti» spiega a Stasera Italia la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna (FI). «Purtroppo – commenta Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia – sulla manovra, dobbiamo dare ragione al vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, quando lascia intendere che gli italiani devono essere pazzi, ubriachi o tafazzisti per poter approvare una legge di Bilancio come questa».

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