Manovra, Forza Italia attacca il governo e rilancia la sua controproposta

Durante una conferenza, Antonio Tajani e altri vertici del partito hanno chiesto alla Lega di non ignorare la protesta degli imprenditori e fare qualcosa di centrodestra

manovra
da sinistra: Mariastella Gelmini, Antonio Tajani, Lucio Malan, Renato Brunetta

Forza Italia alza la voce e protesta contro la manovra economica, ricordando le sue controproposte alle misure previste dal governo.
Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, durante una conferenza organizzata presso la sede del partito, attacca i provvedimenti di Lega e MoVimento 5 Stelle per una manovra che, spiega, non è espansiva, ma aumenta la pressione fiscale, non fa nulla contro la disoccupazione e non agevola le imprese che sono lo strumento per creare lavoro. Secondo Tajani il governo non supererà le elezioni europee, ma a pagare le conseguenze delle sue azioni non saranno solo i partiti ma tutti i cittadini italiani.

La protesta degli industriali
Sull’onda della protesta organizzata a Torino da Confindustria, Tajani si schiera a difesa degli imprenditori, scesi in piazza a favore della Tav, per protestare contro il governo e lancia un appello alla Lega perché faccia «qualcosa di centrodestra». E riguardo agli imprenditori, ricorda che questi non sono soltanto i grandi industriali, ma esistono anche 4 milioni di piccole e medie imprese. «Ignorare il loro grido di dolore – spiega Tajani – significa commettere un errore di sottovalutazione di ciò che sta accadendo e del clima che si respira nel Paese. Stiamo uccidendo l’Italia che produce».

I dati dall’avvento del governo
Tajani ricorda come gli indicatori di produzione siano tutti negativi e che con l’avvento del governo il peso del fisco sulle imprese è salito fino a 6 miliardi, il costo dei prestiti è aumentato del 50 percento, le tasse sul lavoro sono tra le più alte in Europa, la disoccupazione è salita al 10,6 percento e ogni giorno si perdono 600 posti di lavoro. Inoltre, l’Istat, per la prima volta dopo quattro anni, ha indicato una crescita negativa del Pil. Infine, aggiunge, «stiamo pagando un prezzo altissimo per l’ostilità del governo nei confronti dell’Europa e del resto del mondo: 300 miliardi di euro persi», tra investitori che sono andati via e miliardi bruciati in borsa.

Il dietrofront del governo
La situazione negativa non può essere passata inosservata al governo giallo-verde: «Credo che se ne stiano accorgendo – spiega Tajani –  perché la precipitosa marcia indietro nei confronti della Commissione europea dimostra che questo governo ha sbagliato». Secondo il vicepresidente di Forza Italia non bisognava né fare dichiarazioni di guerra all’Europa, né tornare con il cappello in mano a chiedere perdono a Bruxelles. «Questo Paese – conclude – ha bisogno di un governo forte fatto di persone serie, credibili, affidabili, che siano forti nel momento delle difficoltà e che sappiano risolvere i troppi problemi che ha il nostro Paese».

Le proposte di Forza Italia
Presente alla conferenza anche il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Mariastella Gelmini e il vicepresidente vicario dei senatori forzisti, Lucio Malan.
La Gelmini ha ricordato le principali proposte del partito: «Volevamo tagliare il costo del lavoro, fare in modo che la flat tax non valesse solo per l’1 percento dei contribuenti, ma per tutti i cittadini italiani e volevamo reintrodurre tutte le risorse stanziate dal governo precedente su industria 4.0». Inoltre, ricorda come la quota destinata agli investimenti, da parte del governo, sia «lo 0,2 percento del Pil, cioè pochissimo». Quindi, conclude «è una manovra che, lontano dall’abolire la povertà, condanna l’Italia alla decrescita».
Lucio Malan ha poi sottolineato come nella legge di bilancio non ci sia nulla neanche per le famiglie. «Ci batteremo in Parlamento, a cominciare dal Senato, per cambiarla. Serve una manovra che aiuti l’Italia a crescere. Questo è un governo di ipocriti, costretti a indietreggiare ma i numeri sono una cosa seria».

Italia in recessione
Durante la conferenza, Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, ha ricordato quali saranno le conseguenze di questa manovra per il nostro Paese, con gli attuali indicatori economici. L’Italia, spiega Brunetta, è in recessione perché il terzo trimestre ha segno negativo e anche gli indicatori per il quarto trimestre sono negativi. «Bastano due trimestri con il segno meno – spiega – ed è recessione per ragioni definitorie, ma la cosa grave è che se il 2018 finisce col segno negativo, l’eredità che il 2018 dà al 2019 è altrettanto negativa, quindi il tasso di crescita del 2019 non sarà l’1,5 percento come detto dal governo, ma sarà la metà: 0,7 massimo 0,8». Con questi numeri e la recessione in atto, aggiunge, «saltano tutti i conti del governo, saltano tutti i conti del deficit ed è ancora più assurdo pensare che le poche risorse ottenibili in deficit dall’Europa vengano utilizzate per spesa corrente assistenziale clientelare come il reddito di cittadinanza o con una finestra di pensionamento anticipato». L’Europa, conclude Brunetta, non chiederà una correzione di pochi decimali, bensì una correzione triennale che porti l’Italia vicina al pareggio di bilancio con una diminuzione del rapporto debito/Pil. «Questo governo non solo non è in grado di farlo, ma non ha neanche nessuna intenzione di farlo».

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