Manovra, il condono “fantasma” che fa impazzire il governo

Secondo il vicepremier Di Maio il testo del dl fiscale sarebbe stato manomesso. E le accuse creano frizioni tra gli alleati della maggioranza

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Il vicepremier Luigi Di Maio (fonte: Facebook)

In principio ci fu l’ex ministro Scajola a cui comprarono una casa a sua insaputa. Stavolta, invece, è toccato al ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, vedersi approvato un condono a sua insaputa. Parafrasando Elio e le storie tese verrebbe da dire condono sì, condono no. Di fatto, a prescindere dalla sua esistenza è su questo punto che si è acceso uno scontro all’interno della maggioranza. Secondo alcune bozze del dl fiscale in appoggio al def, infatti, la cosiddetta “pace fiscale” si sarebbe improvvisamente allargata arrivando a comprendere oltre a Irpef, Irap e contributi previdenziali anche Iva e attività all’estero. Come si legge in una bozza del decreto «l’integrazione degli imponibili è ammessa nel limite massimo di 100mila euro per singola imposta e per periodo d’imposta», si tratterebbe di 5 imposte per 5 anni che permetterebbe di arrivare a un totale di 2,5 milioni di euro. Inoltre sarebbe previsto anche uno scudo fiscale e la non punibilità per gli evasori.

L’allarme di Di Maio
Di fatto un vero e proprio condono su cui si sono riversate le proteste non solo dell’opposizione, ma anche della base stessa del MoVimento 5 Stelle. Ad agitare ancor di più le acque arrivano le dichiarazioni del vicepremier Di Maio che, tramite Facebook, scrive: «È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla presidenza della Repubblica, ma non accordato dal Consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade. Noi del MoVimento 5 Stelle in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così. Questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!»
Dunque condono sì o condono no? Dal Quirinale, tuttavia, arriva una pronta smentita: nessun documento, infatti, sarebbe stato consegnato al Colle «per l’esame, la firma e l’emanazione da parte del Presidente della Repubblica».

I commenti dell’opposizione
«Luigi Di Maio, vice presidente del consiglio, è una vergogna per l’Italia, va cacciato e sottoposto a visita medica, basta farneticazioni, smentito dal Quirinale si conferma elemento indegno», scrive su Twitter il senatore di Forza Italia,Maurizio Gasparri.
Più ironica la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, Mara Carfagna: «Luigi Di Maio è imprigionato in un episodio della Famiglia Addams: è perseguitato dalla Mano. Manine e manone hanno modificato la Manovra? Denunce in Procura? Ammetta una buona volta che i Cinquestelle hanno dato il via libera ad un condono fiscale a loro insaputa».
Gli strali da sinistra giungono dal Partito Democratico tramite l’account Facebook dell’ex-segretario, Matteo Renzi: «Luigi Di Maio è un uomo disperato. Si è accorto in ritardo di aver dato il via libera ad un condono. Prima ha votato il testo del decreto legge, poi ha detto che glielo hanno cambiato e si è rimangiato tutto».
A commentare le dichiarazioni del vicepremier anche l’attuale segretario del Pd, Maurizio Martina: «Approvano un condono tombale per gli evasori. E ora cercano manine e nemici. Imbroglioni. Un grande Paese come l’Italia non merita tutto questo».

Frizioni di governo
L’atmosfera, fin troppo calda, ha bisogno di essere raffreddata. Tuttavia, la ricerca di un colpevole aumenta le frizioni all’interno dell’alleanza di governo. In un primo momento, infatti, si fa il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, anche se Di Maio ha prontamente affermato che non si permetterebbe mai di sospettare del vicesegretario della Lega.
«Siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati», fanno sapere dal partito di via Bellerio mentre il segretario e vicepremier, Matteo Salvini, risponde: «Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è».
I sospetti quindi si riversano sui tecnici del ministero dell’Economia, anche se al momento non circola ancora nessun documento ufficiale. «Bisogna lasciare perdere le bozze – spiega al Corriere della sera il viceministro all’Economia, Laura Castelli – assicuro che le somme frutto di riciclaggio non saranno mai abbuonate a nessuno da questo governo. Aspettate il testo definitivo e vedrete».

Epilogo?
Da Bruxelles cerca di mettere un punto sulla vicenda il premier Giuseppe Conte: «Venerdì sarò a Roma: lo controllerò come si fa sempre, articolo per articolo. Verrà mandato al Quirinale un testo conforme alla volontà deliberata nel corso del Consiglio dei ministri».

Intanto la musica continua: condono sì, condono no…

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