Manovra, il governo esulta mentre Europa e opposizioni criticano

Istituzioni europee e partiti d'opposizione criticano le misure approvate in Consiglio dei ministri, mentre Lega e M5S parlano di diritti riconsegnati ai cittadini

manovra

Dopo l’approvazione della manovra in Consiglio dei ministri e l’invio a Bruxelles del documento programmatico di bilancio (Dpb) per l’esame da parte della Commissione Ue, ecco arrivare i primi commenti alle misure economiche concordate dal governo Lega – MoVimento 5 Stelle. Se da un lato i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio esultano parlando di un cambiamento che ridarà diritti ai cittadini, dall’altro opposizioni e istituzioni europee non hanno risparmiato le critiche, a cominciare da quelle del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker a cui Salvini ha risposto prontamente: «La manovra italiana è passata, Juncker se ne faccia una ragione e si beva un caffè. Gli sbandamenti sono arrivati in questi anni dall’Europa, che ha portato precarietà e insicurezza in un intero continente».

Bocciatura europea
Non si sono fatti attendere i commenti provenienti da Bruxelles. In attesa dell’analisi della Commissione, arrivano le dichiarazioni del presidente Junker che in un’intervista rilasciata ad alcuni media italiani spiega: «Non abbiamo ancora messo in questione il bilancio dell’Italia. Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi della zona euro». Junker ha aggiunto di voler fare appello al buon senso del popolo italiano, convinto che questo capisca che non è possibile spendere più di quanto si incassa e ha concluso rispondendo a chi lo aveva accusato di essere contro l’Italia affermando che si tratta di un’idiozia.
Anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, critica il documento: «Il primo giudizio è negativo – spiega durante un’intervista su Radio Capital –  Non c’è nulla che possa aiutare gli italiani a vivere in condizioni economiche migliori». Le critiche del presidente si concentrano sul reddito di cittadinanza che viene definito «un grande bluff. Credo che sia immorale pagare 780 euro chi sta seduto sul divano e 1200 euro un vigile del fuoco o un poliziotto che rischiano la vita. Invece bisognava aiutare l’occupazione e permettere alle imprese di poter assumere giovani abbassando il cuneo fiscale. Non è il reddito di cittadinanza ma il lavoro che dà dignità». Successivamente, intervenendo all’assemblea generale di Unindustria, Tajani ha affermato che «Il momento della crescita dopo gli anni di crisi sta per concludersi. Avremo nuove difficoltà, davanti a noi ci sono anni meno facili, serve per questo una azione forte per la politica industriale in Italia e in Europa».

Le critiche dell’opposizione
Anche le opposizioni non si trattengono con il segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, che definisce la manovra «una sberla alle imprese e a chi crea lavoro». Critico anche il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio: «Questa manovra non è keynesiana, è reaganiana. Il piano degli investimenti è di poche briciole, mentre c’era un piano strategico a disposizione che è bloccato dalle indecisioni del governo».
Per Forza Italia, alleata della Lega nel centrodestra, ma all’opposizione in Parlamento, lascia i commenti alle due capogruppo di Camera e Senato. «Per noi – spiega Maria Stella Gelmini – questa manovra resta sbagliata in sé e non solo perché ce lo dice l’Europa: è sbagliata perché indebita il Paese, indebita le giovani generazioni, non c’è traccia di investimenti e gioca d’azzardo con i risparmi degli italiani. È sbagliata perché non punta alla crescita del Paese, ma alla crescita del consenso». Per Anna Maria Bernini, capogruppo al Senato, si tratta di «una manovra infelice, tutta di spesa, che aumenta il debito, mette a rischio i risparmi degli italiani e che non spinge sulla crescita perché mancano gli investimenti e un piano complessivo di sviluppo. Noi di Forza Italia vogliamo cambiarla e ci batteremo fino all’ultimo voto in Parlamento».
Delusa anche Giorgia Meloni, segretario di Fratelli d’Italia, che afferma come i contenuti del documento hanno tradito quanti alle elezioni hanno votato per il centrodestra, quindi anche per la Lega. La manovra, inoltre, affronterebbe in maniera errata i problemi del Mezzogiorno: «Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, considera il reddito di cittadinanza come l’unica soluzione alla disoccupazione del sud, ciò vuol dire che non vede in quelle regioni nessuna possibilità di sviluppo. Non è il modo giusto per combattere disoccupazione e povertà».
Secondo Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, al governo è mancato il coraggio, come spiega all’AdnKronos: «Ancora una volta siamo di fronte a un governo che non ha il coraggio di aggredire le rendite, di andare a prendere i soldi là dove si sono accumulati a danno della grande maggioranza degli italiani. L’intervento contro la povertà, la marginalità e l’esclusione, necessario dopo anni di crisi durissima, si fa trovando risorse da una politica fiscale che sia fino in fondo progressiva».

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