Manovra, il governo vara la flat tax e il reddito di cittadinanza

Il deficit al 2,4 per cento permette la realizzazione degli obiettivi di Lega e MoVimento 5 Stelle. Critiche dall'Europa e dalle opposizioni, mentre scende la Borsa e sale lo spread

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I ministri del M5S salutano i militanti dal balcone di Palazzo Chigi (foto dal profilo Facebook del ministro Luigi Di Maio)

Al termine di una lunga trattativa il governo giallo-verde ottiene quanto sperato. Il rapporto deficit/Pil sarà portato al 2,4 per cento per finanziare reddito di cittadinanza, flat tax e superamento della legge Fornero con la cosiddetta “quota 100”. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, contrario a portare il deficit a queste percentuali, aveva proposto prima un 1,9 e poi un 2,1 per cento che, tuttavia, non avrebbero consentito di reperire i fondi necessari per tutte le principali manovre del governo. Il tentativo di mediazione e di raggiungere un compromesso non è andato a buon fine e, nel corso della giornata di ieri, si era parlato anche di possibili dimissioni del ministro. Scenario successivamente rientrato. Si è trattato di un «accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4 per cento – hanno dichiarato in una nota congiunta i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini – Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento».

Il contenuto del Def
I punti principali contenuti nella nota di aggiornamento al Def riguardano la cancellazione degli aumenti dell’Iva previsti per il 2019, l’introduzione del reddito di cittadinanza (con contestuale riforma e potenziamento dei Centri per l’impiego), l’introduzione della pensione di cittadinanza, l’introduzione di modalità di pensionamento anticipato per favorire l’assunzione di lavoratori giovani (superamento della legge Fornero). A questo si va ad aggiungere la prima fase dell’introduzione della flat tax tramite l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato di imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani, il taglio dell’imposta sugli utili d’impresa (Ires) per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi, lo stanziamento di risorse per il ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie. «Il programma di politica economica e finanziaria del Governo illustrato nella NaDef – riporta una nota di Palazzo Chigi – è coerente con il contratto di Governo e con la risoluzione parlamentare sul Def 2018 approvata il 19 giugno scorso».

Il commento della maggioranza
Subito dopo l’approvazione del documento in Consiglio dei ministri, Di Maio, insieme agli altri componenti del governo del MoVimento 5 stelle è uscito sul balcone di Palazzo Chigi a salutare i militanti grillini accorsi sotto il palazzo. Il vicepremier ha poi commentato su facebook: «Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo portato a casa la manovra del popolo! Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, superamento della Fornero, risarcimento ai truffati delle banche. Oggi è cambiata l’Italia! Siate orgogliosi di essere italiani!» Più pacata la reazione di Salvini che ha commentato parlando di soddisfazione per gli obiettivi raggiunti: «Tasse abbassate al 15 per cento per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400 mila persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva».

La reazione delle opposizioni
Non si sono fatte attendere le critiche al documento approvato dal governo. Il segretario del Partito democratico, Maurizio Martina, su Radio Capital ha ricordato il lavoro fatto negli ultimi anni per la ricostruzione dell’Italia «dopo la più grande crisi dal dopoguerra, per mettere in sicurezza i conti del Paese. Per tutelare contribuenti, famiglie e imprese italiane. Il voto del 4 marzo non consente a chi governa oggi di poter fare tutto. Stiamo parlando di 100 miliardi di deficit in tre anni sulle spalle dei giovani. Zero investimenti, condono fiscale. Martina ha ricordato la manifestazione del partito che si terrà domenica, a Roma, e ha aggiunto: «Di fronte all’irresponsabilità di questo Governo non possiamo non alzare la voce. Vorrei un governo che si rendesse conto delle scelte che compie».
Da Forza Italia arrivano le dichiarazioni della capogruppo in Senato, Anna Maria Bernini: «ci preoccupa che la manovra preveda solo spesa corrente e il blocco degli investimenti e nessuna prospettiva di crescita e di nuova occupazione. Solo poche briciole di riduzione delle tasse per chi lavora e produce, una manovra che tradisce il ceto produttivo».

Mercati e Ue
Per quanto riguarda la tenuta dei mercati, questa mattina lo spread btp/bund ha aperto a 238 punti, stabile rispetto a ieri, per poi cominciare salire superando quota 260,  mentre la Borsa di Milano è quella che fa registrare il calo più basso tra tutte le borse europee aprendo a -1,37 per cento.
Sul fronte politico comunitario, la Commissione europea ricorda che i documenti programmatici di bilancio degli Stati europei per il 2019, verranno esaminati dopo il 15 ottobre, mentre il commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, in un’intervista alla tv francese Bfm ha parlato di voler continuare il dialogo con le autorità italiane a cominciare dall’incontro di lunedì con il ministro Tria, a Lussemburgo. «Farò in modo che l’Italia sia capace di restare nello spirito comune. Le sanzioni sono possibili, sono previste nei trattati, è una cosa che prende molto tempo: non sono nello spirito delle sanzioni, non lo sono mai stato. Non sono un burocrate». Moscovici ha poi parlato di contraddizioni nel governo italiano e ha concluso: «continueremo il dialogo con il governo italiano, dicendo loro ancora che rispettare le regole non è per noi, ma per loro, perché quando un Paese si indebita, si impoverisce».

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