Manovra, il monito di Cottarelli: “Lascia il paese esposto a rischi” 

di Luana Cimino
La manovra prefigurata dal governo “non cambia nulla, sarà un anno di stasi” e “lascia il paese esposto al rischio”. Così all’Adnkronos
Carlo Cottarelli, direttore dell’osservatorio sul debito dell’Università Cattolica, già commissario alla spending review nel governo Letta.  

Nel quadro del prossimo anno contenuto nella Nadef, è l’analisi di Cottarelli, “il deficit resta invariato, l’avanzo primario si riduce, la crescita non sarà forte, si prevedono privatizzazioni modeste e il debito aumenterà per poi procedere ad una piccola riduzione nel 2021”, a patto che vi siano tassi bassi e una ripresa dell’inflazione. Il tutto “lascia il paese esposto al rischio, ai cosiddetti venti avversi, ad eventuali turbolenze e ad un rialzo dello spread”. Tanto più che le spese del precedente governo “al momento sono state confermate”, osserva. Quindi, insiste, “il rischio è che se non ti muovi o se spendi in deficit, se poi cambia lo scenario, ti ritrovi a fare quello che fu costretto a fare Monti”. Invece “l’aggiustamento dei conti va fatto un po’ ogni anno per non trovarti con l’acqua alla gola in caso di tempesta”.  

Ma il governo Pd-M5S ha dalla sua parte l’attenunante della bassa crescita e il valore aggiunto del rilancio del dialogo con l’Europa, che segna il cambio di rotta rispetto al precedente esecutivo. “Certo bisogna riconoscere che la crescita è debole e anche alla luce di questo aspetto l’Ue ci concede la flessibilità, c’è inoltre di positivo che non ci sono più gli scontri con l’Europa dovuti all’approccio di Salvini, tuttavia io avrei fatto qualcosa in più”, in termini di ” aggiustamento, di tagli della spesa e di misure per l’istruzione e ricerca”. 

Dubbi poi dall’ex direttore esecutivo del Fmi sulle stime di recupero dalla lotta all’evasione fiscale. “Sarei più prudente, 7 miliardi mi sembra tanto, anche perché se poi queste risorse non arrivano hai un problema di coperture”. E aggiunge: “l’idea di incentivare i pagamenti elettronici va bene ma non assicura il recupero automatico dell’Iva, funziona da deterrente, è per questo che io sarei più prudente nelle stime”.  

Ad ogni modo si tratta di una manovra che di fatto aumentando la lotta all’evasione aumenta la pressione fiscale in termini di riscossione, ma per il resto non succede nulla. Delusione infine dall’ex commissario alla spending review per l’occasione mancata sui tagli della spesa: “si fa solo lo 0,1% del pil, si doveva fare di più”, osserva, spezzando però una lancia in favore del nuovo governo. “Bisogna ammettere – conclude – che il governo si è appena insediato e Gualtieri ha annunciato dei tavoli in materia, quindi è giustificato”.