Manovra: l’Europa la boccia, lo spread vola e il condono infuria

Consegnata la lettera della Commissione con i pareri sul def, mentre continuano le polemiche sullo scudo fiscale e il premier Conte convoca un Cdm d'urgenza

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (fonte: Facebook)

Quella che doveva essere una visita quasi informale, con una serie di visite alle autorità italiane, si è trasformata in una consegna della posta.
Il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, infatti, ha consegnato personalmente al ministro dell’Economia, Giovanni Tria la lettera dell’Ue col giudizio della manovra economica italiana. Il contenuto della lettera è quello che tutti, in realtà, si aspettavano. Una solenne bocciatura del nostro piano economico.

La lettera dell’Ue
Si tratta di una «deviazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita». Comincia così la lettera firmata dai commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici che critica senza mezzi termini la manovra presentata dal governo Lega-MoVimento 5 Stelle. Nella missiva consegnata al ministro Tria e, successivamente, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si fa presente come il programma dell’Italia presenti «un’evidente e significativa deviazione» rispetto agli accordi presi a giugno e alle raccomandazioni adottate dal Consiglio ai sensi del Patto di stabilità e crescita per il 2019.
A preoccupare è soprattutto il nostro debito pubblico al 130 percento del Pil: «la nostra valutazione preliminare indica anche che i piani dell’Italia non assicurano il rispetto del benchmark di riduzione del debito sul quale si sono accordati tutti gli Stati membri, che richiede una stabile riduzione del debito verso l’obiettivo del 60 percento previsto dai Trattati». Inoltre, viene ricordato che le prospettive macroeconomiche della manovra «non sono state validate dall’Ufficio parlamentare di bilancio, l’organismo indipendente di monitoraggio del bilancio in Italia».
Ora si attende la risposta dell’Italia alle osservazioni della Commissione. Risposta che dovrà arrivare entro il 22 ottobre e in base alla quale si deciderà se intraprendere la strada delle procedure di infrazione nei nostri confronti.

Spread e agenzie di rating
Da Bruxelles, dove si è recato per l’Eurosummit, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte commenta le osservazioni contenute nella lettera della Commissione, ricordando come non sarà solo l’Italia a ricevere questa comunicazione, ma anche altri Paesi: «È prassi riceverla in situazioni di questo tipo», spiega e aggiunge sulla direzione presa dal Paese: «Non è la più grossa deviazione della storia. Abbiamo deciso di puntare sugli investimenti e sulla crescita – spiega – L’Italia deve crescere: i fondamentali dell’economia sono saldissimi».
Purtroppo, sono molti i “fuochi” da tenere sotto controllo, affinché non si tramutino in incendi. Su tutti lo spread Btp/Bund arrivato a superare i 340 punti, mai così alto dal 2013. Inoltre, si attendono per la prossima settimana i giudizi delle agenzie di rating, probabilmente negativi. «Confidiamo – spiega Conte – che, conosciuta con attenzione la manovra economica, si possa scongiurare una valutazione negativa».

Capitolo condono
Infine, il premier annuncia un Consiglio dei ministri convocato per sabato mattina per risolvere la situazione inerente il dl fiscale e le misure di condono presenti al suo interno che in queste giornate stanno creando forti attriti all’interno dell’alleanza di governo. Il MoVimento 5 Stelle vuole un nuovo vertice per chiarire sul testo del dl fiscale e risolvere la questione relativa al condono e la non punibilità per i grandi evasori e sul riciclaggio. Tuttavia, in un primo momento, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, fa sapere di non aver intenzione di partecipare alla riunione, insieme a tutti i ministri del blocco leghista, provocando la reazione del presidente del Consiglio: «Se ci sarà anche Matteo Salvini non lo so, perché è al nord e non so se farà in tempo a rientrare – spiega Conte e assicura che la riunione – sicuramente si svolgerà. Il presidente del Consiglio sono io, decido io che si svolga». A mettere la parola fine, per ora, è lo stesso Salvini, assicurando la sua presenza al Consiglio dei ministri: «Oggi sono in Trentino ma domani volo a Roma per risolvere i problemi. Basta litigi».

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