Manovra, Renzi: «Cancelleremo tutti i microbalzelli»

Il leader di Italia Viva parla dell'apertura della decima edizione della Leopolda e commenta alcuni dei contenuti della prossima legge di bilancio

manovra

In occasione dell’apertura della decima edizione della Leopolda, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, parla dei temi della manifestazione in un’intervista al Quotidiano nazionale: «Sarà una Leopolda che assomiglierà molto a quelle delle origini. Una Leopolda di sfida, in cui vengono le persone che vogliono arrivare e non quelle che sono già arrivate, in cui non c’è garanzia per nessuno. Una Leopolda dei pionieri. Tipo quella del 2012, quando ci eravamo già fatti conoscere, ma ancora eravamo, tutto sommato, outsider». 

Il giudizio sulla manovra
Renzi, inoltre, dà il suo parere sui contenuti della prossima manovra economica: «Evitare l’aumento dell’Iva – spiega – era ed è un dovere politico. Per le famiglie inizieremo a fare quello che fino ad adesso non è stato fatto. La ministra Bonetti è bravissima, la vedrete all’opera». Quello che non convince l’ex premier della legge di bilancio, varata salvo intese, sono «tutti i microbalzelli: dalla sugar tax alle tasse sulle transazioni immobiliari. Le cancelleremo in Aula. Su questo infatti la pensiamo come i Cinquestelle. La copertura passa dal taglio degli sprechi». Inoltre, intervenuto alla trasmissione Radio Anch’io, su Radio 1, Renzi esprime le sue considerazioni su Quota 100, provvedimento introdotto dal precedente governo, giudicato un tema complesso: «Per me mettere 20 miliardi di euro in 3 anni per 120mila persone è un errore. Presenteremo un emendamento, se ce la facciamo bene, altrimenti ognuno si prenderà la sua responsabilità. In aula chiederemo di dare quei 20 miliardi alla famiglia, all’abbassamento delle tasse».

I consigli a Conte
Infine, nell’intervista al Quotidiano nazionale, il senatore commenta i retroscena che lo vedrebbero minare pian piano la “poltrona” del presidente del Consiglio: «Se dico che Conte deve stare sereno nessuno ci crede, potenza dei luoghi comuni. Dico a Conte di lavorare. Pensi al futuro dell’Italia, non al suo. O a vedere fantasmi dove non ci sono: faccia ciò che si è impegnato a fare e andremo d’accordo. Conte ha indici di gradimento che salgono, ma il Pil che scende. A me accadeva il contrario: non stavo simpatico, ma l’Italia andava meglio. Preferisco questa seconda versione».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

otto − tre =