Manovra, ultime attese prima del voto in Senato

All'esame dell'Aula di Palazzo Madama il testo del ddl bilancio, ma le opposizioni contestano la mancata votazione degli emendamenti in Commissione

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Aula del Senato (foto da Twitter)

La manovra sembra Godot, tutti la aspettano ma non arriva mai. Il tempo, però, dovrebbe scadere nel pomeriggio, quando il testo, dopo le discussioni in commissione Bilancio, dovrebbe pervenire all’esame dell’Aula del Senato. Un ulteriore prolungamento dei tempi metterebbe a rischio l’approvazione delle due Camere entro la fine dell’anno, il che porterebbe all’esercizio provvisorio. Possibilità, quest’ultima, allontanata dal vicepremier Matteo Salvini: «Sicuramente entro la fine dell’anno la manovra sarà approvata definitivamente dal parlamento».
«Lavoreremo anche tra Natale e Capodanno – spiega in un’intervista ad Agorà, il vicepremier Luigi Di Maio – Siamo profumatamente pagati per farlo».

La protesta delle opposizioni
Intanto, il Senato è in subbuglio dopo che, nella giornata di ieri, i gruppi del Partito democratico e di Liberi e Uguali hanno lasciato i lavori in commissione, per protestare contro la mancata votazione degli emendamenti e l’invio diretto in Aula della legge di bilancio per il voto di fiducia.
«I componenti della commissione Bilancio del Pd con capogruppo Antonio Misiani, lasciano i lavori. In 6 giorni non è mai stato discusso neanche un articolo. Arriva in Aula maxi emendamento mai votato da nessuno. È la prima volta nella storia della Repubblica» commenta su Twitter Andrea Marcucci, capogruppo dem al Senato.
Il senatore Vasco Errani (LeU) commenta: «Ho lasciato la commissione Bilancio dal momento che proseguire non aveva alcun senso. Nessuna delle richieste fatte da tutte le opposizioni ha incontrato una seria risposta. Così di fatto ci si strascina stancamente verso la presentazione in aula di un maxiemendamento che riscrive per intero la manovra ma che la commissione Bilancio non avrà modo di discutere e che verrà approvato con la fiducia».
Vibrante la protesta di Emma Bonino (+ Europa) durante un intervento in Aula: «Che il Parlamento sia ridotto quasi a una farsa non è un trofeo di cui andare orgogliosi, ma una ferita grave a tutti, alla democrazia e al Paese».
E durante una conferenza stampa del gruppo di Forza Italia in Senato, la capogruppo Anna Maria Bernini afferma: «Con 10 colpi la manovra di bilancio sfascerà l’Italia». La senatrice, poi, aggiunge: «L’Europa detta, Governo Conte scrive, Parlamento imbavagliato».

I punti principali della manovra
All’interno del maxiemendamento del governo, insieme alla revisione dei costi delle due misure “manifesto” del MoVimento 5 Stella e della Lega, reddito di cittadinanza e “quota 100”, ci saranno una serie di provvedimenti: dalla web tax sui giganti della rete, alle restrizioni fiscali sul gioco online, il taglio delle pensioni d’oro e lo stop all’aliquota ridotta Ires per la Chiesa.
Dopo il voto di Palazzo Madama, il testo della manovra tornerà alla Camera. Il lavoro della commissione Bilancio si svolgerà sabato 22 e domenica 23, mentre l’Aula di Montecitorio sarà convocata dal presidente della Camera, Roberto Fico, giovedì 27 per discutere la legge di bilancio.

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