Marino assolto, Pd nel mirino  

Attestati di stima e inviti a candidarsi ancora. Finisce un incubo per Ignazio Marino, assolto in Cassazione per il caso scontrini “perché il fatto non sussiste”, e i profili social dell’ex sindaco di Roma vengono letteralmente presi d’assalto dai suoi sostenitori, decisi a festeggiare la sentenza come una nuova vittoria. “Ti ho sempre creduto”, “non ho mai avuto dubbi su di te e sulla tua onestà”, “ho sempre creduto fossi una persona per bene”, “sarai sempre il mio sindaco”, i commenti più gettonati fra quanti, tuttavia, non perdonano al Partito democratico le ormai famigerate “dimissioni dal notaio”. 

“Un capitolo davvero triste”, “un’ingiustizia assurda”, “una porcata quello che le hanno fatto”, ricordano, senza omettere nomi e cognomi di quelli che ritengono i primi responsabili della caduta dell’ex sindaco: “In un partito giusto e coerente questo dovrebbe valere la testa di Orfini”, puntano il dito, imputando all’ex presidente del partito la decisione di portare “dal notaio i consiglieri a dimettersi”. E se nel calderone delle accuse finisce “l’intero e vergognoso Pd romano”, a Matteo Renzi si riconosce il ruolo di “mandante”, colpevole di aver “tramato contro un sindaco che voleva liberare Roma dal malaffare” insieme agli allora vertici. Ma per i commentatori sono in ogni caso “tanti i dirigenti del Pd che ti devono le scuse”, rei soprattutto di “non essersi schierati” e di aver “abbandonato” il primo cittadino nel momento più buio “piegandosi al populismo e non alla ragione”. A fare rabbia non solo “l’occasione perduta per la città”, ma anche la consapevolezza che, almeno “a Roma il partito democratico” si sia “giocato la possibilità di vincere ancora e chissà per quanto tempo”. “Un danno enorme per tutti noi”, insomma, ed è per questo che “non solo Lei, sindaco, ma l’intera città dovrebbe essere risarcita per questa brutta storia vissuta e subita”. 

E Marino? Nel post a commento dell’assoluzione parla sì di “sollievo”, ma – come i suoi sostenitori, del resto – non può certo “affermare di essere allegro. Penso infatti a tutte le persone, familiari, amici, compagni di sogni e progetti che hanno sofferto con me, e per me, in questi anni. Questa sera – scriveva ieri – mi sento solo di dire grazie a tutti voi e agli straordinari professionisti che mi hanno assistito. Voglio a tutti un gran bene e vi sono davvero grato per il vostro affetto oltre che onorato della vostra stima”. A rispondergli in centinaia, tantissimi ricordando affettuosamente il motto utilizzato allora in campagna elettorale, quel “Daje!” che ora suona come un nuovo inizio.  

 

(Fonte: Adnkronos)