Massacro Libia 

La Libia sprofonda sempre più nel caos. Il numero delle vittime è allarmante: 121 morti e 561 feriti il bilancio parziale dei combattimenti da quando il comandante Khalifa Haftar ha lanciato un’offensiva all’inizio di questo mese per prendere Tripoli. A riferirlo è il quotidiano egiziano Ahram citando fonti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

A 9 giorni dall’annuncio della marcia su Tripoli di Haftar, l’impressione è che il conflitto sul terreno si sia ormai incancrenito, mentre a livello diplomatico si sta sempre di più trasformando in una guerra per procura tra Arabia Saudita, Emirati ed Egitto, da un lato, con il loro sostegno ad Haftar, e Qatar e Turchia, dall’altro, con il loro sostegno a Serraj ed alle sue milizie. 

Tragica la situazione descritta all’Adnkronos dal presidente dell’Associazione Medici Stranieri in Italia (Amsi), Foad Aodi, che parla di “130 morti tra cui 35 bambini”: “La situazione è davvero drammatica”, spiega il medico, che è anche consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma, ed è in contatto con medici libici in vari ospedali: “Sappiamo anche di 30 donne violentate, 6 sono morte. Sono deceduti anche 6 medici e diverse ambulanze sono andate distrutte”.  

Gli ospedali in Libia, afferma ancora Foad Aodi, “sono al collasso. Il bilancio delle vittime, rispetto a ieri in cui si parlava di 100 morti, è aumentato così velocemente perché “molti feriti gravi non hanno ricevuto cure adeguate. Purtroppo ormai manca tutto: l’elettricità, i medici, gli infermieri, i medicinali e il sangue. I più fortunati riescono ad arrivare in un ospedale ma c’è anche chi, a causa delle ferite, non sopravvive perché nessun medico può raggiungerlo o non riesce a spostarsi”. 

(Fonte: Adnkronos)