Sergio Mattarella spinge per un governo di “coesione nazionale”

Ora, a pensare a un nuovo governo, a un governo di “coesione nazionale”, sarebbe in primis Sergio Mattarella. “Dopo i numerosi inviti a rispettare le regole – attraverso le pagine del Messaggero – Mattarella ha condiviso – dopo quasi due mesi di chiusure e restrizioni – l’ansia di ricominciare del Paese nel messaggio diffuso il primo maggio in occasione della Festa dei lavoratori”. Il punto è che man mano che si allenta la morsa del coronavirus, si stringe quella dell’inevitabile crisi economica in cui piomberà, o è già piombato, lo Stivale. Per giunta in regioni fondamentali per il tessuto economico italiano, quali Lombardia e Veneto. Il nostro sistema produttivo ha bisogno di sostegno, misure adeguate da parte del governo. Misure che però ad ora non sembrano essere soddifacenti, forse anche per Mattarella. “Dopo due mesi di fermo sarebbe infatti assurdo pensare di rimettersi in moto considerando la pausa-Covid una sorta di fermo immagine dopo la quale il film riprende a scorrere come prima”, si legge sul Messaggero. Mattarella teme infatti un collasso economico e sociale. E insomma tornano a rimbombare in testa le parole pronunciate dal presidente della Repubblica nel discorso del primo maggio, quando ha insistito: “La battuta d’arresto che abbiamo subìto spinge ad accelerare la strada verso un cambiamento che sappia valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia, con scelte lungimiranti”.