Medici in sciopero  

L’Anaao Assomed “conferma e ribadisce” le ragioni dello sciopero programmato dai sindacati della dirigenza Ssn per venerdì 23 novembre, che interesserà 135mila medici, veterinari e dirigenti sanitari, e sottolinea “il rischio di un rinvio di circa 40mila interventi chirurgici e di centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche e il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti”. Saranno assicurate le attività di urgenza e di pronto soccorso. “Nonostante le timide aperture dei parlamentari incontrati nelle scorse settimane – avverte il sindacato – restano irrisolte, nei provvedimenti legislativi in itinere, le istanze avanzate dalla categoria”.  

Secondo l’Anaao Assomed i nodi da sciogliere riguardano “un finanziamento del Fondo sanitario nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i vecchi e i nuovi Lea ai cittadini; il rinnovo del contratto fermo da 10 anni, con le necessarie risorse finanziarie e l’abolizione del tetto al trattamento accessorio; la cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità che frena le assunzioni; il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica post lauream”.  

“Sembra quasi che i problemi che denunciamo – commenta Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed – riguardino solo noi. Tutto è prioritario, tutto è degno di attenta valutazione e sollecito impegno, mentre il momento degli ospedali, dei medici e dirigenti sanitari, della sanità pubblica arriva solo quando si vuole tagliare, chiudere, risparmiare, a volte accusare. Insomma entriamo nell’agenda sociale e politica del Paese sempre con un segno meno, mai con un più di proposte innovative e soluzioni condivise”.  

Lo sciopero, spiega, “mira anche a correggere questa deriva per mettere i nostri temi e i nostri valori al centro del confronto politico, per sollecitare una riscrittura delle priorità che riconosca ai problemi della nostra categoria e della sanità il diritto di avere soluzioni chiare e positive perché i nostri problemi sono anche quelli dei cittadini che non accedono alle cure e non vedono tutelato il diritto alla salute”.  

La mobilitazione di venerdì coinvolgerà i medici, i veterinari e i dirigenti sanitari di tutte le Regioni e in ogni capoluogo (Torino, Aosta, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, L’Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari) è stata organizzata una manifestazione unitaria.  

(Fonte: Adnkronos Salute)