Medicina: fibrillazione atriale sottotrattata, vertice esperti a Napoli  

La fibrillazione atriale colpisce oltre un milione di persone in Italia di cui 87 mila in Campania. Una malattia “comune e diffusa quasi come ictus e cancro, eppure ancora oggi sottostimata e sottocurata”: in tutto il Paese “solo il 9% dei pazienti che potrebbero beneficiare dell’ablazione, pari a 107 mila, accedono effettivamente al trattamento chirurgico. E in Campania (9.829 eleggibili) tale valore si riduce di circa il 30%”. Lo segnalano gli specialisti che oggi a Napoli, a Castel dell’Ovo, partecipano a un incontro tra i massimi esperti delle varie discipline che lavorano in sinergia per il trattamento della patologia, con l’obiettivo di “valorizzare l’innovazione in un settore che non solo rappresenta un grave problema di salute per i pazienti, ma anche un onere finanziario critico per il sistema sanitario”.  

L’iniziativa – promossa dalla Divisione Biosense Webster della società Johnson & Johnson Medical – mira a “diffondere una corretta informazione per una più facile diagnosi, un corretto trattamento di pazienti con fibrillazione atriale e un approccio condiviso tra medici di medicina generale, cardiologi ed elettrofisiologi”. La Campania si candida così a ‘incubatore’ di un nuovo modo di fronteggiare la fibrillazione atriale, che indica “nella diagnosi precoce, nella multidisciplinarietà e nella corretta individuazione della soluzione migliore, farmacologica o chirurgica, la frontiera più efficace nella lotta a una malattia che ha un tasso di mortalità del 40% in nuovi pazienti dopo la diagnosi”. 

I numeri sul sottoutilizzo dell’ablazione risultano secondo gli specialisti “ancora più significativi” alla luce dei risultati dello studio Attest, il primo trial randomizzato controllato che confronta direttamente l’efficacia dell’ablazione con cateteri a radiofrequenza (Rf) rispetto ai farmaci antiaritmici standard (Aad). I dati, presentati all’ultimo congresso della Società europea di cardiologia (Esc), hanno dimostrato infatti come “pazienti trattati con ablazione transcatetere presentano una possibilità inferiore di quasi 10 volte di sviluppare una fibrillazione atriale persistente rispetto ai pazienti trattati farmacologicamente”. 

“La Regione Campania continua con determinazione il proprio impegno nella sanità – assicura Enrico Coscioni, consigliere per la Salute del governatore Vincenzo De Luca – con l’obiettivo di divulgare informazioni, migliorare la prevenzione e le cure per i cittadini, perseguendo una logica di appropriatezza, elevati standard ed efficienza. Siamo lieti di poter dare il via proprio in Campania a una più stretta collaborazione tra specialisti per garantire una diagnosi precoce e il trattamento più idoneo in pazienti con fibrillazione atriale, per ridurre così il rischio di patologie connesse o l’aggravarsi dei sintomi”.  

“Auspichiamo che questo incontro sia il punto di partenza per una sempre più efficace alleanza tra gli specialisti – afferma Ciro Indolfi, presidente della Società italiana cardiologia, professore ordinario di Cardiologia all’università Magna Grecia di Catanzaro – Una buona comunicazione e sinergia tra medico di medicina generale, cardiologo ed elettrofisiologo sono fondamentali per il trattamento efficace della fibrillazione atriale, a maggior ragione oggi che abbiamo a disposizione una serie di soluzioni farmacologiche e chirurgiche che ci consentono di trovare la soluzione giusta per ogni tipologia di paziente. Oggi siamo qui a Napoli proprio perché la Campania ha professionisti e tecnologie di eccellenza, per i quali non si giustifica la migrazione di pazienti in altre regioni”.  

“Crediamo nell’importanza di lavorare insieme a tutti gli attori del mondo healthcare, per fare la differenza nella traiettoria della salute delle persone – dichiara Silvia De Dominicis, presidente e amministratore delegato di Johnson & Johnson Medical Spa – La fibrillazione atriale è una patologia ancora sottostimata e l’incontro di oggi è un momento fondamentale di confronto e condivisione per creare maggiore consapevolezza e migliorare il percorso paziente”. 

La fibrillazione atriale (Fa) – ricordano in una nota i promotori dell’incontro napoletano – è una patologia caratterizzata da un ritmo cardiaco irregolare e spesso veloce, dovuto prioritariamente ad alterazioni funzionali o danni alla struttura del cuore. E’ una malattia cronica che colpisce 11 milioni di persone in Europa, con un aumento stimato del 70% entro il 2030.  

La Fa è generalmente correlata all’età: si presenta soprattutto in persone con più di 40 anni (uno su 4, 8 su 10 fra gli over 65) e di genere maschile (gli uomini over 40 hanno il 13% in più di probabilità di ammalarsi). I pazienti con Fa non presentano solo un maggior rischio di morte (+46%), ma anche di ictus (142%), infarto, insufficienza cardiaca (399%) e disfunzione cognitiva (43%).  

Un problema medico e sanitario, ma anche sociale ed economico. Si stima infatti che nei Paesi europei fino al 2,6% delle spese annue totali a carico del sistema sanitario sia associato alla Fa. La stima del costo totale Fa per il Servizio sanitario nazionale italiano è pari a circa 3,3 miliardi di euro, che equivalgono al 2,49% della spesa totale. La stima del costo totale in Campania è di 263,2 milioni.