M&G, l’esperto risponde. Cercare lavoro: una professione difficile!

    La difficoltà nel trovare un’occupazione spesso deriva dall’incapacità di cercarla nel modo corretto. La fotografia scattatata dal recruiter dell'M&G

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    Le persone che “cercano e vogliono un lavoro senza riuscire a trovarlo” sono sempre più numerose, soprattutto tra i giovanissimi, cioè tra coloro che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. Questo non è dovuto soltanto alla così detta scarsità dell’offerta rispetto alla domanda, che caratterizza il nostro Paese soprattutto nell’ultimo quindicennio. La difficoltà nel trovare un’occupazione spesso deriva dall’incapacità di cercarla nel modo corretto: ossia, dal non sapere quali occupazioni siano adatte alle proprie attitudini e capacità, quali siano i mezzi e strumenti di ricerca corretti ed efficaci (che spesso variano in base all’impiego che si ricerca) e in che modo ci si debba proporre e presentare al potenziale datore di lavoro, una volta individuato il lavoro che si vorrebbe svolgere.

    Si dice che “saper trovare lavoro” sia un lavoro a tutti gli effetti, e per certi versi è proprio così. Il mondo del recruiting si scontra quotidianamente con questa realtà, ricevendo nei propri uffici giovani volenterosi e pieni di energia ma del tutto inconsapevoli delle buone pratiche di cui parliamo, e che spesso falliscono nella ricerca del lavoro laddove potrebbero riuscire. Spesso i recruiter si trovano a dover svolgere un lavoro di vero e proprio “orientamento”, trovandosi involontariamente a insegnare ai propri candidati come redigere in modo corretto un curriculum vitae (a partire dal rispetto degli standard e dei modelli europei), domandando loro quali esperienze, lavorative e non, abbiano alle spalle, per definire assieme un profilo di attitudini e competenze in base al quale individuare quantomeno gli impieghi per i quali si è maggiormente adatti. Questa delimitazione dei possibili impieghi è fondamentale, perché agevola non soltanto la possibilità di essere assunti e preferiti ad altri candidati, ma anche la probabilità di riuscire a mantenere il posto di lavoro una volta acquisito: se si svolge un’attività lavorativa per la quale si è portati e che in un certo senso “piace”, ci sono buone possibilità di lavorare con i migliori risultati.

    È opportuno proporre ai propri potenziali candidati metodi efficaci per personalizzare il curriculum vitae in base alla posizione lavorativa per la quale ci si propone, ad es. omettendo esperienze lavorative e competenze non appetibili per il datore di lavoro (o ponendole in secondo piano): mettere tutto quanto nel calderone, insomma, non è sempre una buona strategia, anzi non lo è quasi mai. È paradossale constatarlo, ma se un cittadino non ha la “fortuna” di imbattersi in agenzie del lavoro, società di recruiting o sportelli di orientamento, rischia di rimanere per sempre carente nella sua capacità di trovare un’occupazione.

    Ma perché nel nostro Paese si arriva a cercare lavoro con queste gravi carenze? Evidentemente perché non si riceve alcuna formazione di questo tipo da parte delle istituzioni, a partire da quelle scolastiche e di formazione professionale fino ad arrivare all’Università. Anche le istituzioni civiche, come gli enti locali, falliscono in questo importante ruolo: i famigerati centri per l’impiego, tanto per dirne una, in Italia non hanno mai funzionato. Avere una visuale sul mondo del lavoro dovrebbe essere parte integrante anche della nostra educazione civica, visto che la nostra Costituzione riconosce il diritto al lavoro ( “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”… Art. 4 Cost.) . Ma se in Italia non si fa neppure educazione civica, figuriamoci che spazio potrà mai avere un’ “educazione al lavoro”…

    Una buona soluzione, che ci allontani dalla trappola della facile lamentela che non porta mai a risolvere il problema, potrebbe essere quella di avviare percorsi mirati di orientamento al lavoro ad opera di sportelli dedicati all’interno delle municipalità oppure a cura di società specializzate nel settore con il patrocinio della Pubblica Amministrazione, in modo da offrire ai ragazzi una opportuna formazione in materia già a partire dalle scuole superiori, per poi trovarsi avvantaggiati nella vita, con qualche opportunità in più e qualche difficoltà in meno.

    Alessandro Corridori
    (Recruiter M&G)

     

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